Nigeria, Eritrea, Gambia e Guinea: i ‘nostri’ profughi arrivano da paesi senza guerre

Condividi!

Ad oggi sono ben 167mila i fancazzisti ospitati in hotel a spese nostre: costano 35€ l’uno, al giorno. Tra le regioni, in testa c’è la Lombardia (13%, pari a 22mila persone), seguita da Sicilia, Piemonte, Lazio, Veneto e Campania, tutte con l’8% (circa 13mila ospitati per ognuna).

Tra le nazionalità dichiarate al momento dello sbarco prevalgono i nigeriani (20%), seguiti da eritrei (12%), guineani (7%) e gambiani (6%). Zero Siriani.

Andiamo ad analizzare la situazione in questi paesi, per vedere se ci sono guerre o gravi disordini etnici.

Sulla Nigeria, prima fornitrice in Italia di papponi e prostitute che come certificato da polizia e organizzazioni non governative riempiono i barconi, abbiamo già parlato diffusamente:

CLICCA: LA BUFALA DEI PROFUGHI NIGERIANI IN FUGA DALLA GUERRA CHE NON C'E'
CLICCA: LA BUFALA DEI PROFUGHI NIGERIANI IN FUGA DALLA GUERRA CHE NON C’E’

E così il 20 per cento dei profughi sono in realtà dei fancazzisti in cerca di fortuna. E di un attico in hotel.

Partiamo ora dal basso. Gambia. Ecco cosa ci dice la BBC sulla situazione politica e sociale del paese africano dal quale arrivano il 6 per cento di richiedenti asilo:

The Gambia is one of Africa’s smallest countries and, unlike many of its west Africa neighbours, it has enjoyed long spells of stability since independence.
President Yahya Jammeh seized power in a bloodless coup in 1994 and has ruled with an iron fist ever since.
Stability has not translated into prosperity. Despite the presence of the Gambia River, which runs through the middle of the country, only one-sixth of the land is arable and poor soil quality has led to the predominance of one crop – peanuts.
Tourism is an important source of foreign exchange, as is the money sent home by Gambians living abroad. Most visitors are drawn to the resorts that occupy a stretch of the Atlantic coast.

Insomma, il Gambia è uno dei paesi più stabili del continente, governato con pugno di ferro dal presidente, che ha preso il potere senza spargimento di sangue ormai nel lontano 1994.

Stabile ma non prospero. Comunque nemmeno povero e con il turismo come fonte principale di reddito con resort sull’oceano. Insomma: ci vanno i turisti, non ci sono guerre, è stabile, non povero. Anche i Gambiani sono quindi dei fancazzisti in cerca di fortuna, non dei profughi in fuga.

Ora tocca alla Guinea. Su questo paese, la BBC ci racconta che:

Guinea’s mineral wealth makes it potentially one of Africa’s richest countries, but its people are among the poorest in West Africa.
Experiments with socialism and a two-year rule by junta have taken a toll on the people of Guinea. The 2010 election ushered in civilian rule but led to violent ethnic clashes, as well.
In addition, hundreds of thousands of refugees from Liberia and Sierra Leone have strained Guinea’s struggling economy.
The instability has generated suspicion and ethnic tension – as well as mutual accusations between neighbours of attempts at destabilisation and border attacks.

Anche qui, nessuna guerra. Potrebbe essere uno dei paesi più ricchi, è uno dei più poveri. E ci sono tensioni etniche. Ma, attenzione: ospita profughi dalle vicine Liberia e Sierra Leone. Quindi, noi prendiamo clandestini guineani che trasformiamo in ‘profughi’, mentre veri profughi fuggono in Guinea proprio perché non ci sono guerre o disordini gravi.
Ergo, anche i Guineani sono fancazzisti in cerca di fortuna. Legittima, ma non a casa nostra e a spese nostre.

Veniamo all’Eritrea, che è, il caso più complesso. Non ci sono guerre. Ma secondo i buonisti dobbiamo accoglierli come profughi, perché c’è il partito unico e non ci sono elezioni libere: il che è bizzarro, visto che gli stessi fanno affari e firmano accordi con uno Stato come la Cina dove c’è il partito unico e non ci sono elezioni. E, in più, massacra i Tibetani.

L’Eritrea non approva la ‘fuga’ dei propri giovani: come sempre, infatti, partono i più ricchi e istruiti, sui quali lo Stato ha investito. E il governo britannico ha deciso di non dare Asilo agli Eritrei: perché non ce ne sono motivi.
Ergo, anche gli eritrei, al netto di uno sparuto numero di perseguitati politici, sono fancazzisti in cerca di fortuna.

Le altre nazionalità che completano la statistica sono Senegalesi, Ivoriani, Ghanesi e Pakistani: non serve nemmeno fare un’analisi. 

Alla fine di questa breve analisi abbiamo dimostrato che in Italia non sbarcano disperati in fuga dalla guerra, ma giovani maschi in cerca di qualcosa che non possiamo e non vogliamo dare.




Lascia un commento