PD: “Punire chi non accoglie profughi”

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“L’accoglienza non come scelta politica ma come dovere umano e istituzionale”: questo è il demenziale motto che il Partito Democratico di Ferrara ha esposto nel presentare il cosiddetto Patto di Cittadinanza, documento tradotto in un ordine del giorno che attende di essere protocollato “speriamo in tutta la provincia – confessano – sicuramente a Ferrara e Ostellato”.

La richiesta “concreta e programmatica”, spiega Luigi Vitellio, segretario provinciale Pd, è un documento politico redatto dall’assemblea del Pd vuole arrivare in tutti i consigli, ma anche “alle orecchie del presidente dell’Anci”: perché se da un lato si vuole mettere a sistema le buone pratiche di accoglienza registrate nel territorio – ma con un occhio all’intero Paese – dall’altro si denuncia il rifiuto all’ospitalità di alcuni Comuni.

“È inaccettabile che per l’ostinazione di alcuni sindaci – sottolinea Giulia Bertelli, della segreteria provinciale Pd – ci siano altri gruppi di cittadini che debbano sobbarcarsi anche l’onere che spetterebbe a qualcun altro”. Il suggerimento che si legge nel Patto è dunque l’introduzione, a livello nazionale, di “disincentivi per tutti quei territori che perseverano nel non fare la loro parte”. La mancata accoglienza, secondo Vitellio, può essere giustificata “solo da problemi oggettivi, in tutti gli altri casi si tratta di aver perso la strada maestra della solidarietà”.

Quindi ricapitolando: prima il loro partito li va a prendere a Tripoli con eccitazione degna di un pervertito da bordello venezuelano. Poi, se i comuni guidati da sindaci non piddini e quindi non coinvolti nella perversione li rifiuta, deve scattare la punizione.




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