Profughi vandalizzano struttura: “Dove sono i soldi promessi?” – VIDEO CHOC

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Hanno protestato gettando fuori dalla struttura che li ospita tutto il mobilio e si sono rifiutati di mangiare. I 70 fancazzisti ospiti del centro Rosselli di Fondachelli Fantina, in Provincia di Messina, tutti sedicenti minori non accompagnati, alla fine hanno anche consegnato ai carabinieri una lettera scritta in francese in cui spiegano i motivi della loro protesta. Siamo ai cahiers de doléances dei clandestini.

Il centro è gestito dall’istituzione comunale ai servizi sociali. Perché i profughi minori li mantengono direttamente i comuni: costano almeno 90€ a testa al giorno. Fate voi il conto per un piccolo comune.

«Caro assistente sociale, abbiamo l’onore di farti presente le nostre sofferenze e il nostro avvilimento qui a Fondachelli Fantina precisamente nel centro Rosselli». Inizia così la missiva adesso in mano ai carabinieri. E subito dopo cominciano ad elencare perché hanno deciso di protestare e i motivi del loro malcontento.

«Da troppo tempo siamo maltrattati nel centro, ma oggi scriviamo per dire che siamo stanchi di sopportare queste sofferenze. Per prima cosa ci obbligano a mangiare cibo crudo e se ci ammaliamo non ci sono medicinali per noi. Non ci fanno parlare coi tutori e non ci danno il pocket money e ci obbligano a bere l’acqua del rubinetto che è nociva per la nostra salute». Esigono lo stipendio da profugo, chissà se lo prendevano dove vivevano questi mangiapane a tradimento mantenuti a spese dei minori italiani.

I migranti si lamentano anche di non avere cambi di vestiario «nemmeno se andiamo in ospedale per visita o incidente. E quando chiediamo medicine perché stiamo male, ci prendono in giro anche se alcuni hanno seri problemi di salute, ma ciò non interessa a nessuno». Gli immigrati denunciano sempre nella lettera che «quando uno va in ospedale non lo accompagna il tutore e nessuno lo aiuta per la traduzione perché non ci sono mediatori». Scrivono di venire redarguiti e invitati a tornare in Africa.

Il sindaco di Fondachelli Fantina, Marco Pettinato, che deve spendere tutti i soldi del proprio bilancio per mantenerli: «Indicheremo quello che ci sembra strano in tutta questa vicenda – spiega Pettinato –. A cominciare dal fatto che su 130 migranti che accogliamo in cinque centri, solo una ventina si sono lamentati del cibo. Per carità – sottolinea il primo cittadino -, può succedere anche quando si va al ristorante di non gradire i pasti. Ma le stesse persone che hanno protestato si sono azzuffate con altri migranti che invece volevano mangiare e che non avevano da ridire sulla qualità del cibo».

Il sospetto del sindaco e di chi gestisce i centri è che si tratti del gruppo «che è stato strumentalizzato per far esplodere la protesta davanti alle telecamere di una tv che ieri era presente a Fondachelli. Ci sembra strano – continua il primo cittadino – che già alle 12.30 gli avvocati Picciotto e Cordaro che si occupano dei migranti sapessero che ci sarebbe stata una rivolta. Il cameraman non poteva introdursi nella struttura, perché non aveva autorizzazione. Se l’avesse richiesta gliel’avremmo data e avrebbe potuto così constatare che ciascuno dei migranti ha dei vestiti di ricambio». E di questo il sindaco è pronto anche a fornire i verbali di consegna del vestiario che attestano la consegna di indumenti ai minori. «Non ci è stata data la possibilità di replicare. Sarebbe bastato che si fermassero e avrebbero visto che, andate via le telecamere, tutti si sono seduti a tavola a mangiare».

Picciotto. Nomen omen.




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