Profughi utilizzati per vendemmia: Sting poteva non sapere

Condividi!

“Totale estraneità” del signor Sting “a qualunque ipotesi di reato o anche di minima scorrettezza”: la tenuta il Palagio, che l’artista ha a Figline Valdarno, “si era limitata ad affittare alcuni appezzamenti di terreni a società della famiglia Coli, per l’effettuazione di attività agricola”. E’ quanto ribadisce la procura di Prato, in merito all’inchiesta sul caporalato nelle vigne in Chianti, in un comunicato diffuso dai legali di Sting, dopo un incontro avuto dallo stesso cantante stamani con i magistrati a Prato.
L’artista inglese ha avuto un colloquio con i sostituti procuratori “improntato alla massima cortesia e chiarezza”.
“Qualunque affermazione o insinuazione su di un presunto coinvolgimento penale del signor Sting nelle indagini – si legge ancora risulterebbe pertanto destituito di ogni fondamento e gravemente lesiva della sua reputazione”.

E’ comodo appaltare ad altri la coltivazione dei propri appezzamenti senza chiedersi chi utilizza e come per coltivarli. E’ lo stesso procedimento che usano ormai tutte le grandi aziende per sfruttare manodopera a basso costo senza esserne responsabili.

Ovviamente non è il caso di Sting. Lui è ‘totalmente estraneo’ come ci dice con molta solerzia altr volte assente la procura di Prato.




Lascia un commento