A$$ociazione: “Calciatori migranti discriminati in Italia”

Condividi!

Quando pensi di avere letto tutte le pietose e strappalacrime boutade sui migranti, c’è sempre qualche xenofilo che ti sorprende.

Non per tutti i calciatori vigono le stesse regole. Per il tesseramento da dilettante di un minore italiano sopra i 16 anni non serve alcun documento. Per iscrivere un ragazzo extra-comunitario sono richiesti sette certificati diversi: compreso quello lavorativo dei genitori e un certificato di residenza storico. A denunciarlo sono le associazioni Progetto Diritti e Antigone che in base all’ esperienza della polisportiva Atletico Diritti, con una squadra composta da immigrati, detenuti o ex detenuti e studenti universitari, hanno stilato un dossier in cui parlano di una “burocrazia inspiegabile e ridondante”: una messe di documenti e permessi, richiesta da Lega Nazionale Dilettanti e Figc per il tesseramento dei calciatori e delle calciatrici minorenni e maggiorenni, che rende difficile ai giovani migranti giocare a calcio. Di fatto sono esclusi dai campionati federali i calciatori in attesa di rilascio del permesso di soggiorno, quelli con certificato in scadenza e chi ha un permesso di soggiorno temporaneo.

Chi è in ‘attesa’, come dicono loro, è un clandestino per le persone normali.

Un vero e proprio ‘dramma’. Le associazioni di cui in alto sono le stesse che lamentano pene eccessivamente severe per assassini e stupratori. Ora il ‘dramma’ delle ‘calciatrici minorenni’. Il livello è quello.

Sembra uno di quei drammi imbeccati da Raiola e soci, sempre affamati di calciatori minorenni da far arrivare in Italia a gruppi.




Lascia un commento