NIGERIANI NON SOPPORTANO SOMALI: SCONTRO IN CENTRO PROFUGHI, AUTO ASSALITE

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PORTO TORRES – Uno scontro etnico violento tra diverse etnie di fancazzisti africani – perché gli africani sono la razza più razzista – all’interno della struttura di accoglienza di Li Lioni ha portato ieri sera all’arresto di 10 profughi con l’accusa di rissa aggravata (con sei feriti) e danneggiamento del centro. I migranti sono ora rinchiusi, dopo la decisione del magistrato di turno, nel carcere di Bancali. Anche lì a spese nostre.

Lo scontro è cominciato all’ora di pranzo, tra migranti nigeriani e somali, ed è poi proseguito all’esterno della struttura con violenze senza esclusione di colpi. Il responsabile del centro, Cheick Dankha (un immigrato che gestisce il centro!) ha chiamato immediatamente i carabinieri, che una volta arrivati sul posto hanno chiesto anche il supporto di due pattuglie della polizia stradale e di altrettante della polizia locale.

Non basta. Il resto degli ospiti ha inscenato una protesta bloccando le due corsie della strada 131. Con auto bloccate e il rischio di incidenti pericolosi (sventati dagli uomini delle pattuglie accorsi sul luogo), per protestare contro la decisione del fermo di alcuni migranti che hanno partecipato alla rissa.

I migranti fermati hanno confermato che la situazione di conflitto tra etnie va avanti da diverse settimane per incapacità a convivere pacificamente all’interno della struttura. Una sorta di polveriera tra ospiti nigeriani e somali, pronta a scoppiare per qualsiasi incomprensione banale che accade durante i pasti.

Stando al racconto di Cheick Diankha, proprio all’ora di pranzo c’è stato un primo momento di tensione che ha coinvolto migranti nigeriani e somali: «I primi hanno mangiato regolarmente i pasti uguali per tutti gli ospiti, mentre i secondi non hanno gradito le stesse pietanze che mangiavano i nigeriani».

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I militari hanno dovuto faticare anche per convincere (FOTO) le donne “sedute” sulla strada di accesso al centro di accoglienza ad allontanarsi dalla strada e rientrare nella struttura per evitare il rischio di essere travolte dalle auto che quotidianamente percorrono la ex 131. Manganellarle no?




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