Arriva Renzi: scorta fatta nascondere per non “turbarlo”

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Visita di Renzi, il Coisp attacca: “Poliziotti, carabinieri e finanzieri costretti a rimanere nascosti”

TREVISO – Con l’arrivo del presidente del consiglio il personale delle forze dell’ordine -ha spiegato in una nota il segretario provinciale del sindacato di polizia Coisp, Berardino Cordone- impiegato in uniforme per garantire la sua sicurezza, si è visto obbligato a nascondersi per non farsi vedere. Come succede in tutte le realtà oggetto di visita del nostro Primo Ministro, partono sempre ingenti misure di sicurezza per blindare tutte le zone interessate al passaggio e ciò è successo anche ieri, in occasione della visita del premier nella nostra Provincia, che fin dalle prime ore della giornata è stata letteralmente invasa da centinaia e centinaia di uomini tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e corpo forestale per garantire al meglio la sua sicurezza.

Dopo aver visto tutto questo imponente dispiegamento di personale, l’assurdo è stato constatare come la maggior parte delle forze dell’ordine, in particolare quella in uniforme, non poteva essere vista dallo stesso presidente. Un “ordine” venuto dall’alto che è risuonato per tutta la giornata in modo ossessivo, con fermezza e rigore. Già di per se’ questo sperpero di uomini lo potremmo definire uno schiaffo sonoro a tutti coloro che sono attanagliati dalla crisi economica, oltre che una mancanza generale di rispetto per la collettività di questa provincia che per l’intera giornata si è vista a disposizione meno risorse umane atte a garantirgli i servizi basilari di sicurezza.

Decine e decine di uomini tolti dall’indispensabile presidio del territorio e dagli uffici delle Forze dell’ordine per essere concentrati sulla sicurezza del Primo Ministro con diverse decine di migliaia di euro tolte dalle tasche dei cittadini Poliziotti, Carabinieri, Finanzieri in servizio per una intera giornata che si sono ritrovati a guardare campi, vigneti, tombini, varchi carrai e pedonali, vedendosi inesorabilmente umiliati nella loro veste professionale oltre che lesi nella propria dignità umana.

Precisiamo campi, siepi e vigneti proprio perché in quei luoghi non vi erano strutture abitative o altri edifici a rischio e visto che non dovevano essere notate divise, erano quelle le uniche zone rimaste per potersi “rifugiare” e sottrarsi dalla vista del proprio Presidente.
Incredibile!!!! Abbiamo assistito a scene assurde per le quali ci sono subito venute in mente diversi film che purtroppo nulla hanno a che fare con il vero lavoro della polizia di stato.

Spesso abbiamo lavorato 24 ore e tantissime altre volte siamo stati costretti ad operare in mezzo a campi, vigneti o sui tetti, ma lo abbiamo fatto per catturare ladri, rapinatori, trafficanti di droga, latitanti, non per nasconderci dalla persona per la quale lavoriamo e cioè Il nostro Presidente che, al contrario, dovrebbe invece ringraziarci ed essere orgoglioso degli uomini in divisa che lo rappresentano. Tutto ciò lo vorremmo sintetizzare in un’unica eloquente parola: “UMILIANTE”.

A questo punto auspichiamo che non venga più il Presidente del Consiglio ma nel caso in cui volesse fregiarci ancorata una volta della sua presenza, lo invitiamo a non vergognarsi degli uomini e donne che rischiano la propria vita e che sacrificano giornalmente la propria famiglia per garantire la sua sicurezza. Vada fiero di essere circondato da persone in divisa, non le cacci dietro le siepi o dietro i palazzi come fossero schiavi impestati. Non desideriamo da parte sua alcuna gratitudine o riconoscimento particolare; chiediamo solamente di non essere spudoratamente umiliati così come è stato fatto ieri”.

E’ così semplice: lasciatelo senza scorta. Lasciatelo al popolo. Vediamo quanto dura, Renzi.




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