Libia non vuole campi migranti: “Meglio in Italia”

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La Libia è contraria all’apertura sul proprio territorio di campi per i clandestini che pagano per raggiungere l’Europa, come invece proposto dai leader europei nel tentativo di limitare i traghettamenti dei cuckold di Renzi attraverso il Mediterraneo. Lo ha detto oggi il capo ‘di una’ diplomazia libica, tal Mohamed Taher Siala, nel corso di una riunione organizzata a Vienna dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce).

Creare campi in Libia significherebbe che l’Unione europea “si rifiuta di assumere le proprie responsabilità, scaricandole sulle nostre spalle”, ha detto il ministro, sottolineando come tale idea sia anche “lontana dalle realtà sul terreno”, a fronte della guerra civile in atto nel Paese.

L’Europa non alcuna responsabilità verso gli africani. La Libia smetta di fare da rampa di lancio di clandestini, traffico sul quale lucrano anche i padroni di questo ministro. E poi, di grazia, la Libia è enorme, ci sono scaramucce qua e là, nessuna ‘guerra’.

Sono oltre 300.000 i clandestini che hanno attraversato il Mediterraneo dall’inizio dell’anno. Alla fine di settembre, l’inviato Onu per la Libia, Martin Kobler, ha riferito di circa 235.000 migranti che attendono i cuckold di Renzi sulle coste libiche alla volta dell’Italia.




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