Lega Coop: “Profughi lavorino per noi a spese contribuenti”

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Profughi, la proposta di Legacoopsociali: “Facciamogli fare il servizio civile” a spese dei contribuenti. Ne è convinto Alberto Alberani, responsabile di Legacoopsociali Emilia-Romagna, che lancia la proposta a Regione, Comuni e ministero, in vista della direzione regionale dell’associazione in programma oggi a Bologna.

“Dobbiamo pensare che i profughi non sono un problema ma una risorsa – sostiene Alberani, forse pensando ai lucrosi affari dei suoi associati – fare il servizio civile in una cooperativa sociale, cioè in un’azienda vera, tra l’altro può produrre nuova economia e dare loro la possibilità di crearsi un lavoro al termine del periodo di servizio civile”.

Insomma. Non gli bastano i soldi che prende per ospitare i fancazzisti. Vuole anche che i fancazzisti lavorino, pagati da noi, per le sue cooperative.

In Emilia-Romagna, soprattutto tra Bologna, Ferrara e la Romagna sono 15 le cooperative sociali che lavorano coi migranti. Ma a causa dei ritardi nei pagamenti da parte dello Stato, hanno un’esposizione di oltre un milione di euro. “Se non gira in fretta, cioè entro due mesi per la chiusura dei bilanci, rischiamo una sofferenza preoccupante – avverte Alberani- per fortuna con le banche abbiamo ottimi rapporti”, inoltre “abbiamo forti garanzie che la situazione verra” sbloccata. Diciamo che la preoccupazione è a livello quattro su dieci”. Loro, con le banche, hanno ottimi rapporti. Noi sappiamo quali sono i rapporti: incestuosi.

Ha superato la soglia del miliardo di euro il fatturato sviluppato dalle oltre 200 cooperative sociali aderenti a Legacoop Emilia-Romagna nel corso del 2015. I soci e lavoratori sono più di 25.000 e gestiscono il 70% dei 25.771 posti dedicati alle persone disabili e anziane (fonte: PAR 2015, Piano d’azione regionale per le persone anziane), quasi tutti i 21.045 interventi di assistenza domiciliare (fonte: PAR 2015), oltre il 40% dei 38.278 posti negli asili nido (fonte: Report regionale 2015); le comunità per minori, l’accoglienza ai migranti, i servizi di salute mentale e per le persone dipendenti da sostanze.

Di certo, insiste il numero uno di Legacoopsociali, “va risolto il problema”. E ammonisce: “Se non la situazione non gira per una questione politica allora chiudiamo il servizio, non la cooperativa; se invece e” un problema burocratico, allora possiamo avere pazienza”. Secondo Alberani, “c’è un meccanismo perverso tra ministero, Prefettura e Comuni che va oliato. Ma capiamo l’emergenza e siamo pazienti”.

Da parte di Legacoop, comunque, “porte aperte a tutti coloro che vogliono visitare i nostri hub, sia quello di via Mattei sia quello per i minori a Budrio- assicura Alberani- e massima trasparenza sui fondi e su come vengono usati i 35 euro al giorno”. Nell’accoglienza dei migranti, le coop sociali “sono protagoniste perche” hanno quella flessibilità che la pubblica amministrazione non può avere- rimarca il dirigente di Legacoop- e in Emilia-Romagna abbiamo anche quella trasparenza che ci permette di non fare casini come in altre parti d’Italia”. I casini li avete fatti voi anche in altre parti d’Italia. Quelli che fate in Emilia Romagna non vengono a galla per un motivo semplice: la magistratura fa parte dello stesso sistema di potere, come in Toscana per lo scandalo Forteto.




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