Sardegna, operatori disperati: “Turisti in fuga dove arrivano finti profughi”

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Lanciano un allarme forte le agenzie all’Isola Rossa, zona turistica del comune di Trinità d’Agultu e Vignola, Olbia: il turismo è stato fortemente penalizzato nella zona dalla presenza di finti profughi.

«Il futuro di questo territorio, per quanto riguarda il settore del turismo, è segnato ed è, ormai, fortemente incerto – spiega Martino Addis, titolare di un’agenzia all’Isola Rossa –. La presenza al residence Isola Rossa dei migranti ha già fatto segnare un calo quest’anno di presenze e aumentato il malumore tra i proprietari che passano lì le loro vacanze. In molti non torneranno la prossima stagione. Non solo non verranno in quel residence, ma neanche all’Isola Rossa stessa. Qui si vive di turismo. Così lo ammazziamo. Su pochi che ne traggono vantaggio, molti andranno a fondo a breve termine o negli anni futuri».

Al residence dell’Isola Rossa in questo periodo sono passati o vi fanno sosta in centinaia di migranti provenienti dagli sbarchi avvenuti nell’isola, ma non solo: «All’inizio – dice l’amministratore del condominio e proprietario di casa, Emanuele Pileri – nel residence era stata riservata un’area di monolocali per i migranti. Anche se non ne sapevamo niente del loro arrivo se non a cose fatte. Adesso, la cosa sta sfuggendo di mano. Oltre ad una zona circoscritta si stanno affittando anche altri appartamenti». L’amministratore, inoltre, esprime preoccupazione per i conflitti che si possono creare tra proprietari e profughi.

E a lamentarsi sono anche i proprietari che affittano e quelli che hanno la casa per le vacanze, tra i quali le famiglie Manca, Ghidelli, Corona, Fieno, Bacchiddu e Rampini: «Diventerà un campo profughi e di turisti non ne avremo più neanche l’ombra. Siamo preoccupati. Se non riusciremo ad affittare le case nelle prossime stagioni, come faremo? Noi siamo favorevoli all’accoglienza, ma non possiamo esagerare con i numeri. Non siamo razzisti. Però, i conti devono tornare ovunque. Perché qui arrivano in tanti e in altre zone della Sardegna non c’è ne sono: si studino piani di accoglienza che vadano bene per tutti i Comuni. Il nostro, sicuramente, ne uscirà fortemente penalizzato per quanto riguarda il turismo. Abbiamo deciso con tanti sacrifici di comprare una casa per passare le nostre vacanze, qualche mese all’anno e, invece, ci siamo ritrovati nel bel mezzo di un campo per migranti»

Vi conviene iniziare ad esserlo. Razzisti. Prima che sia tardi.




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