FIRENZE: da Michelangelo ai gommoni di Ai Weiwei

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Pioggia di critiche per la solita demenziale installazione dell’autoproclamatosi artista, il cinese “Ai Weiwei”, che imbratta Palazzo Strozzi. Dove a partire dal 23 settembre (e fino al 22 gennaio) si terrà la prima retrospettiva italiana dedicata a uno dei più pubblicizzati e al tempo stesso stupidi artisti contemporanei. L’installazione racconta trent’anni di carriera, occupando interamente gli spazi del palazzo rinascimentale, dal cortile al piano nobile, fino ai sotterranei della Strozzina.

A Palazzo Strozzi, insomma, si lavora per apporre i gommoni di colore rosso alle finestre. Perché il cinesino è ossessionato dall’immigrazione, e non perde occasione per lucrarci sopra.

E l’immagine postata su Facebook riceve qualche apprezzamento, ma soprattutto una tempesta di critiche. “Nelle arti di solito, se non c’è un’idea per innovare, andare oltre, si sta fermi e si aspetta un nuovo ciclo. Questo orrore non mi pare lo sia”, commenta Vieri. “Ma con tutti i palazzi che ci sono a Firenze proprio su Palazzo Strozzi dovevate appiccicarvi questi canotti!!! Ma non era meglio il palazzo di giustizia a Novoli!!!”, aggiunge Stefano.