Ghana: campi di concentramento per streghe, centinaia

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In Ghana, nel 2016, centinaia di donne vivono recluse in “campi per streghe”.
I campi sono governati da santoni maschi detti Tindanas, ritenuti in possesso di poteri soprannaturali che ‘annullano’ quelli delle streghe rendendole così innocue per la collettività.

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In Ghana, Nigeria, Senegal e in molti altre paesi dell’Africa, infatti, la stregoneria (juju) è considerata una pratica reale. Non solo negli strati bassi della popolazione. La canadese Karen Palmer, autrice del libro Spellbound: Inside West Africa’s Witch Camps (Sotto maleficio: dentro i campi per le streghe dell’Africa), l’ha sperimentato di persona frequentando anche i ghanesi «colti», molti dei quali fanno comunque ricorso a santoni o fattucchiere, amuleti e riti magici.

Sono loro a svolgere sia il ‘processo’ che le «cerimonie di purificazione» sulle nuove arrivate. Il rituale è demenziale quanto l’idea di campi per ‘streghe’: alle divinità viene sacrificato un pollo. Se questo muore a testa in giù, la donne è colpevole. Altrimenti è innocente. Ma anche in questo caso per la donna inizia una vita da reietta e non può fare ritorno al proprio villaggio per la paura e il clima di discriminazione.

E’ questi che Renzi va a raccattare in Libia.




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