Espulso rapitore indiano: con 1 anno di ritardo

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Con un volo da Fiumicino (Roma) diretto a New Delhi, “il cittadino indiano Ram Lubhaya che il 16 agosto, a Scoglitti” (RG),aveva “tentato il sequestro di una bambina di età inferiore ai 14 anni, è stato espulso e riaccompagnato” in India.

Si esalta Alfano:

“L’Italia conosce i principi dell’acco-
glienza per chi fugge da guerre e per-
secuzioni,ma è soprattutto un Paese che
fa rispettare le proprie leggi”, sotto-
linea il ministro dell’Interno. L’in-
diano “ha leso la pacifica convivenza
della nostra società”.

E’ proprio vero che più uno è stupido, più usa la retorica quando non è il caso. Questo indiano era clandestino, e per due volte non è stato espulso. Spacciava. Ma ha dovuto tentare il rapimento di una bambina per essere espulso. Anzi, nemmeno dopo il rapimento, solo la pressione mediatica ha obbligato il governo ad espellerlo.

Un ministro con un minimo di pudore starebbe zitto. Perché lui è il primo responsabile del tentato rapimento, che poteva finire in tragedia: il clandestino non doveva essere già più in Italia. Anzi, non doveva esserci mai entrato.




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