Emergenza profughi stupratori in Friuli: “La misura è colma”

Condividi!

«La misura è colma. Abbiamo cercato di essere collaborativi sin dal nostro insediamento. Direi che siamo stufi, la gente è stufa. Due episodi di questa gravità nella nostra comunità non si sono mai visti. O se ne vanno loro o mi dimetto io con tutta la giunta».

È un fiume in piena Juri Del Toso, sindaco di Castelnovo del Friuli. Il motivo è il grave episodio di cronaca che ha coinvolto i profughi ospitati da marzo in una struttura ricettiva privata della zona, la locanda Al Borgo.
Secondo quanto accertato dai carabinieri della stazione di Castelnovo e della Compagnia di Spilimbergo dopo accurate indagini, tre richiedenti asilo di nazionalità pakistana hanno cercato di stuprare giovedì sera un giovane nella sua stanza di hotel.

E’ il secondo caso – denunciato – che coinvolge a Paludea ospiti della struttura. Il 29 luglio un giovane pakistano, richiedente lo status di rifugiato, aveva tentato un approccio con un tredicenne in vacanza dai parenti a Castelnovo, ed era stato successivamente solo denunciato per il reato di atti sessuali con minorenne.

«Non è proprio possibile che nel giro di nemmeno un mese una comunità piccola e pacifica come la nostra finisca sotto i riflettori per fatti di cronaca di tale gravità: non coinvolgono concittadini ma questi ospiti, a questo punto, lo devo dire, sgraditi» attacca il primo cittadino.

A rendere i contorni della vicenda ancor più inquietanti è, secondo Del Toso, il fatto che i carabinieri siano stati avvisati dell’accaduto nel cuore della notte, dal personale sanitario, solamente dopo il ricovero all’ospedale della vittima dell’aggressione: «La domanda sorge spontanea: ma possibile che non ci sia nessuno della cooperativa a controllare queste persone? Ma queste persone sono abbandonate a loro stesse?» si interroga Del Toso.

«Gli unici che si sono impegnati, seriamente, nei confronti di queste persone siamo noi amministratori. In tempi record abbiamo trovato i fondi necessari, battendo cassa in Regione. Abbiamo presentato un piano di lavori di pubblica utilità da far loro eseguire e sono stati attivati dei tutoraggi (i richiedenti asilo in questo periodo sono stati impegnati in alcuni lavori di manutenzione dell’area ricreativa Ai Pioppi).
Sono stati attivati anche corsi di lingua italiana, per cercare in qualche modo di integrare queste persone e favorirne la partecipazione alla vita della comunità. Ma, lo ribadisco, chi li accoglie dov’è?». Bravo scemo, lui e i suoi tutoraggi. Dovrebbero denunciare anche lui, per complicità nello stupro.

E conclude: «A questo punto chiederò al prefetto di Pordenone che si cerchino eventuali responsabilità tra chi ha in carico i richiedenti asilo e che si valuti la chiusura della struttura ricettiva. Devono spostare queste persone. Qui non li vogliamo». «O se ne vanno loro, o ce ne andiamo noi» conclude il sindaco castellano.

Andatevene insieme.




Lascia un commento