Cuorgné: la città dove i profughi sono a caccia di donne italiane

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Non si fermano le denunce di profughi «molesti» a Cuorgnè, in provincia di Cuneo. Ieri ai carabinieri è arrivata un’altra segnalazione: «Purtroppo è da prima delle ferie che mia moglie viene seguita da un tizio molto alto e dato che ieri se lo è ritrovato fuori dalla porta del posto di lavoro in via Torino a Cuorgnè, mi sono recato dai carabinieri e dalla polizia municipale a segnalare l’accaduto. Purtroppo questa storia è ben lungi dall’essere conclusa. Come oggi anche domani sarò costretto a scortare mia moglie a lavoro».

I carabinieri di Cuorgnè hanno immediatamente verificato la segnalazione identificando il profugo. Si tratta, anche in questo caso, di un ragazzo di colore – negro sarebbe il termine razzialmente esatto – ospite di un hotel dei dintorni.

I militari dell’Arma hanno già contattato la cooperativa che ne gestisce l’accoglienza sul territorio del Canavese. Non sono esclusi provvedimenti, come l’invio del giovane in altri luoghi. Ma non l’Africa, una città italiana dove non sanno delle sue abitudini, e dove può stuprare in libertà: perché sono qui per questo.

L’allarme era già scattato la scorsa settimana dopo segnalazioni rimbalzate sui social network. La situazione è fuori controllo.




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