Como: arriva la Carita$, pranzo e letti per i clandestini, 50 casette tra 7 giorni

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Dove c’è business e degrado c’è la Carita$. Un’organizzazione che viola costantemente le leggi, e lo fa con i soldi sottratti agli italiani con la truffa dell’8 per mille.

Da ieri è infatti la Carita$ diocesana ad occuparsi di distribuire il pranzo ai clandestini accampati alla stazione San Giovanni di Coo. La distribuzione di generi alimentari è avvenuta per la prima volta alle 11,30 di ieri e non più nei giardini dello scalo ferroviario bensì nell’area ex Stecav, in viale Innocenzo, dove già è presente una tensostruttura dell’altra organizzazione di cuckold, la Croce Ro$$a, con una trentina di posti letto. Ai clandestini viene consegnato un sacchetto con il pasto. Da settimane la Carita$ si occupa a spese dei contribuenti già della mensa serale per i fancazzisti, all’oratorio di Sant’Eusebio.

Intanto, il prefetto del governo è tutto impegnato nel consegnare i nuovi appartamentini ai clandestini:

Tra una settimana potrebbero arrivare a Como i primi moduli abitativi per i migranti che dovranno essere operativi, come indicato dal prefetto Bruno Corda, entro la metà di settembre. Contestualmente verranno smantellate le tende e gli alloggi di fortuna alla stazione.

I tempi sono molto stretti anche perché, una volta collocati, i 50 container in grado di ospitare sei persone ciascuno dovranno essere allacciati a corrente, acqua e fognature. Il piano dettagliato sarà definito una volta assegnato l’appalto all’azienda che dovrà fornire i prefabbricati. Ieri mattina c’è stato un sopralluogo all’ex deposito Rizzo, al quale ha partecipato anche il comandante provinciale dei Vigili del fuoco Mario Abate.

«Entro questa settimana – precisa il prefetto – verrà dato l’incarico all’azienda che dovrà fornire i moduli abitativi. Nel bando abbiamo messo tra le condizioni inderogabili la disponibilità immediata del materiale e la tempistica che prevede l’attivazione del servizio entro metà settembre». Il piede è premuto sull’acceleratore e, contemporaneamente alla gara d’appalto, saranno conclusi lavori per predisporre i sottoservizi. «Ogni cosa – garantisce il rappresentante del Governo – verrà fatta con i tempi più rapidi possibili. L’obiettivo che ci siamo dati è quello di metà settembre, ma se si potrà anticipare, ovviamente, sarà meglio. Un ruolo importante sarà quello delle condizioni meteorologiche».

Si saprà soltanto dopo l’affidamento dell’appalto quanti giorni saranno necessari per portare a Como i container e per installarli. Esclusa questa settimana (necessaria, come detto, per la predisposizione degli allacciamenti e per la conclusione delle procedure d’appalto), ne restano altre due per la consegna e l’installazione dei container. Ecco perché tra sette giorni i primi potrebbero già iniziare ad essere collocati a San Rocco.

Dategli tempo, e trasformeranno Como in un’altra Calais. La rivolta è l’unica soluzione.