Torino: consigliere si schiera con coltivatori droga

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«L’autoproduzione è condivisione, non è spaccio». Inizia così il post di Maura Paoli, 31enne consigliera comunale del Movimento Cinque Stelle che attraverso i social ha voluto manifestare tutta la propria solidarietà nei confronti del centro sociale Gabrio, noto covo di delinquenti e fancazzisti, dopo il blitz effettuato giovedì mattina dalla polizia nella quale sono state scoperte ben tre serre di marijuana e due persone sono finite sotto denuncia.

Sul suo profilo Facebook Paoli ha condiviso per intero il comunicato stampa scritto dai militanti del centro sociale di via Millio, riportandone testualmente anche la frase citata all’inizio. Poi ha aggiunto: «L’unico modo per sconfiggere le mafie che affliggono il nostro paese è la legalizzazione. Spero che tutti gli organi preposti che partecipano al tavolo della sicurezza collaborino per individuare le priorità d’intervento per la nostra città». Non solo. A un utente che ha obiettato come la coltivazione di sostanze illegali sia da considerarsi a tutti gli effetti un reato, Paoli ha replicato dicendo: «Il mio discorso è un po’ diverso». Il suo discorso è un po’ diverso.

Il capogruppo della Lega Fabrizio Ricca, dopo essersi detto: «Finalmente d’accordo con qualcuno dei Cinque Stelle», ha ironizzato sulle «priorità d’intervento» di Paoli affermando come le vere priorità per Torino non siano quelle di sequestrare qualche piantina di marijuana, bensì di chiudere definitivamente i centri sociali e «Mandare a lavorare quella gentaglia».




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