CONGO: NUOVA STRAGE ETNICA NEL PAESE DELLA KYENGE

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Costretti a ritirarsi dal nord-est del Congo dall’avanzata dei militari, i ribelli congolesi delle Forze alleate democratiche (Adf) hanno massacrato civili dei villaggi che incontravano sulla loro strada, lasciandosi dietro almeno 36 morti, 14 dei quali donne: un bilancio destinato ad aggravarsi.

Il governatore della travagliata provincia del Nord Kivu, Julien Palaku, ha detto che nell’obitorio locale sono stati ammassati i cadaveri di 22 uomini e 14 donne, prevedendo che ne arriveranno altri. I ribelli dell’Adf sono ritenuti responsabili dell’uccisione di almeno 500 civili nel Nord Kivu dall’ottobre 2014, da quando cioè l’esercito di Kinshasa ha avviato l’offensiva contro le loro basi.

L’Africa, e la zona centrale che comprende il Congo soprattutto, è uno dei luoghi dove la convivenza tra etnie diverse ha finora generato più stragi e genocidi. Basti pensare alla quasi scomparsa dei pigmei, mangiati vivi dai figli di kyenge; o alla interminabile guerra razziale tra hutu e tutsi. Ma vengono ad insegnare a noi l’integrazione.




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