Poliziotta scrive su FB che i “parcheggiatori abusivi fanno schifo”: sospesa

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“Schifosi posteggiatori abusivi”. Poliziotta scrive su Facebook quello che pensa sulla situazione di piazza Baracca, a Ravenna.

Un post che ha raccolto centinaia di ‘mi piace’ in pochissimo tempo. E in grado poi di propagarsi esponenzialmente sul Web grazie al meccanismo della condivisione.

E per avere definito ‘schifosi’ i parcheggiatori abusivi che infestano la città, ieri verso le 9 di mattina, la donna è stata ‘ricevuta’ dal questore. E’ stato aperto un procedimento disciplinare al termine del quale la poliziotta in questione rischia provvedimenti seri. Che potrebbero andare dalla destinazione ad altro incarico fino alla sospensione.

Scrive il giornale locale:

Una questione molto delicata nel suo complesso che ha un inizio preciso: le 18 di martedì scorso. Perché è a quell’ora che su profilo Facebook di ‘Ravenna Sicura’ viene postato il messaggio della donna, ieri rimosso (non dai moderatori del gruppo, ma da Facebook, pare).

Parte così: «Senso di inutilità e impotenza». La ragione – spiega – è questa: «Poco fa mi sono sentita inutile come cittadina e anche come poliziotta. Piazza Baracca: tento di parcheggiare la mia auto privata e mi trovo (scritto in maiuscolo, ndr) ‘il solito schifoso parcheggiatore’ abusivo dietro il culo della macchina a volere dirigere le mie manovre». Il dialogo che ne segue – sempre secondo il post – è questo: «Ti togli dal cavolo e mi fai parcheggiare???!?».

«Risposta – annota lei imitando la cadenza dello straniero –: ‘Berghè? Io sdo guì dobe mi bare». Lei perde la pazienza: «Mi parte l’embolo perché mi conosce bene anche perché verso mezzogiorno, mentre ero in servizio, proprio qui in piazza Baracca, ho cercato di mandarli via perché facevano i prepotenti con tutti e ridevano in faccia a me e al mio collega».

«Bene caro cioccolatino – continua il post –, anche se è tutt’altro ciò che penso, allora chiamerò i miei colleghi e vediamo se non ti togli!». La risposta che la donna attribuisce allo straniero è questa: «Ghiama ghi di bare gogliona dando non bi fade ghiente». A questo punto, l’agente ha già ben presente che rischia provvedimenti tanto che continua in questo modo: «Io probabilmente verrò richiamata perché un poliziotto non può mai permettersi di dire che ne ha le palle piene di sti cialtroni».

E ancora: «(…) questi puzzoni mantenuti a cui tutto è permesso dalla nostra amministrazione comunale». L’ultimo chiarimento è culturale: «Sono diventata Razzista non per il colore della pelle ma per la ‘razza’ di esseri str(…) e maleducati che sono quel gruppo lì, uniti ai loro cugini dei carrelli e ai finti profughi in piazza San Francesco».

Il 99 per cento di poliziotti e carabinieri pensa la stessa cosa. Venite allo scoperto. Riprendiamo l’Italia da questori e prefetti nominati da politici corrotti e ladri di democrazia.




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