Pavia: le case popolari andranno ai Nomadi, con i vostri soldi

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Case popolari a spese degli italiani per integrare gli zingari sinti nel tessuto cittadino. E’ questa l’idea dell’assessore ai servizi sociali, Alice Moggi, che sta lavorando da tempo insieme ad alcune a$$ociazioni per avviare le famigliole di zingari ospitate nel campo nomadi di viale Bramante e di piazzale Europa ad avere una casa popolare.

Sono circa 450 i Sinti residenti sul territorio comunale.

«Quest’anno – spiega l’assessore – sono già stati otto i nuclei famigliari di Sinti, per un totale di circa 40 persone, inseriti nella graduatoria per l’assegnazione della casa popolare. Si tratta, a tutti gli effetti, di residenti a Pavia». Bei residenti.

La previsione è che possano entrare in una casa nel giro di un paio di anni, al posto degli italiani, anche perché le famiglie Sinti hanno caratteristiche perfette per superare i contribuenti italiani in graduatori: figli numerosi, casi di invalidità procurata per ‘lavorare meglio’, situazione abitativa non idonea.

«Adesso – prosegue l’assessore – faremo un primo monitoraggio per capire quanti e quali siano le famiglie che intendono chiedere la casa. Chi ne farà richiesta sarà accompagnato lungo l’iter burocratico e, soprattutto, verrà preparato dai mediatori culturali».

Oltre al tema dell’abitazione, l’assessorato sta ponendo particolare attenzione anche a come riempire le scuole di piccoli zingari: «Abbiamo lavorato a un tavolo comune che raggruppa associazioni come la Scuola di Mafalda, il progetto Con Tatto, Babele e l’Opera nomadi, oltre ai rappresentanti dei due insediamenti. Il Comune ha messo a bilancio 20mila euro per organizzare tutti i servizi che riguardino la frequenza della scuola da parte dei bambini». Pagano gli zingari per andare a scuola. Con le vostre tasse.




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