NO BORDERS E ISIS: SALDATURA TRA DUE TERRORISMI

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Ventimiglia, Como, il Brennero. I clandestini raccattati a migliaia da Renzi e dai suoi galoppini vengono al pettine, e l’Italia diventa un immenso accampamento africano da quando la Francia, la Svizzera e l’Austria hanno deciso di chiudere le frontiere, chiudendo le uniche valvole di sfogo.

No Borders, nessun confine, è il messaggio criminale che lanciano nelle campagne di sostegno ai clandestini finanziate da Soros. Antagonisti, misti forse ad anarco insurrezionalisti: in realtà un branco di dementi finanziati da chi vuole la distruzione del tessuto sociale europeo.

E per farlo sostengono i clandestini, utile grimaldello per i loro scopi di distruzione. Portati avanti spranghe, bastoni e molotov.

L’altro giorno, poche ore prima che morisse l’agente a Ventimiglia, le forze dell’ordine ne hanno bloccati 13, sette sono stati espulsi, e tre di questi, arrivati dalla Francia e dalla Spagna, avevano anche mazze e coltelli. I Dipartimenti della sicurezza e dell’ordine pubblico sono stati costretti a rinforzare le zone di emergenza e hanno mandato 100 uomini all’accampamento di Ventimiglia, predisponendo anche pattuglioni misti italo-francesi lungo tutta l’Italia. Perché c’è la certezza che i No Borders agiscano come agenti provocatori aizzando gli immigrati, e li convincano a trasferirsi dalla Sicilia a Ventimiglia.

Rete ferroviaria e autostradale monitorata, quindi, visto che negli ultimi 4-5 giorni gli ospiti del centro di accoglienza allestito al Parco Roja dalla Croce Rossa sono diventati circa 500. Lo stesso a Como.

«Il numero è aumentato sensibilmente in pochissimo tempo – avverte il responsabile del centro, Walter Muscatello – Eravamo circa 250 e oggi siamo poco sotto i cinquecento. Senza contare che i centoquaranta migranti che hanno forzato la frontiera con la Francia, venerdì scorso, sono stati tutti accompagnati nei centri del Sud Italia per essere identificati ed espulsi».

Scrivono gli 007 nell’ultima relazione consegnata al Parlamento: «La questione immigrazione può essere suscettibile di un progressivo incremento in termini mobilitativi». Che tradotto, vuol dire: «Da più parti all’interno del movimento – evidenziano ancora gli analisti – è stata sottolineata la necessità di intensificare la campagna di solidarietà ai migranti e di continuare, nel contempo, a contrastare, sulla base di una comune visione antirazzista e antifascista, l’operato delle compagini della destra estrema». Insomma, i terroristi di No Borders, su mandato di chi porta avanti il Piano Kalergi, vogliono utilizzare gli immigrati che l’altro galoppino dei poteri forti Renzi raccatta in Libia, come fattore di destabilizzazione.

Artefici di questa intensificazione i movimenti nati proprio con lo scopo di boicottare le politiche migratorie, come i no borders, ma anche spezzoni di movimenti antagonisti interessati a cavalcare determinate battaglie per conquistare visibilità e i circuiti dell’anarco-insurrezionalismo movimentista. Con i primi protagonisti delle proteste degli ultimi mesi, da Ventimiglia al Brennero (dove è però entrata in azione anche una consistente componente di black bloc interessata più agli scontri con le forze di polizia che alle tematiche sul tappeto), e i secondi artefici della campagna di lotta contro i Centri di identificazione ed espulsione, che ha portato a maggio del 2015 alla pubblicazione in rete di un elenco di aziende impegnate nella macchina delle espulsioni.
Alla campagna sarebbero da ricondurre, sostiene l’intelligence, i plichi contenenti congegni a basso potenziale esplosivo destinati a quattro ditte torinesi e intercettati nei centri di smistamento postale di Bologna e Milano, sia i plichi arrivati, ed esplosi, all’ambasciata francese a Roma e a una società marittima di Bari.

E poi c’è l’alleanza con i terroristi islamici, come evidenzia la foto del terrorista di Nizza a Ventimiglia durante una manifestazione No Borders:

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E anche la presenza dei futuri terroristi di Parigi in accampamenti lungo a rotta balcanica, insieme agli ‘antagonisti’.

Del resto questi ultimi sono strumentali a ISIS: predicano la scomparsa dei confini, proprio come gli ideologi del Califfato globale. E poi, senza confini i terroristi islamici si muovono meglio, come dimostrano gli attacchi di Parigi portati avanti da sedicenti profughi sbarcati in Grecia.

No Borders. Perché senza confini vincono i terroristi.




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