Nordio: “Ci siamo arresti all’Islam”

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Nell’intervista al Foglio, Nordio dice: “Abbiamo perso i nostri valori: coraggio, fede nell’ideale civile, essere disposti a morire – ma anche a uccidere – per difendere noi stessi e la nostra civiltà”. Ha parlato più chiaro del papa, e di qualsiasi altro leader politico.

“Più ci mostriamo arrendevoli, più ci colpiranno. Prenda Tucidide, lo scontro tra gli ateniesi e gli abitanti dell’isola di Melo: non basta dialogare se il tuo nemico ti vuole distruggere. Invece noi che avremmo dovuto allarmarci dall’11 settembre, abbiamo finto nulla davanti a gente che vuole ucciderci e terrorizzarci”.

Il motivo è evidente: crediamo che non pensando al problema, questo scompaia da sé. Non scomparirà. Si incisterà, con l’immigrazione. E la soluzione sarà ancora più penosa.

E la legittima difesa è stata sostituita da “un indistinto complesso di pace, solidarietà, la cultura generale del nostro Paese. Hollande, uno che pure è socialista, uno che crede alla pace, ha usato parole come guerra e vendetta. Sono parole appropriate e giuste, che da noi sono invece un tabù, impronunciabili”.

Tutto giusto, ma prendere Hollande e la Francia come ‘esempio’ non è all’altezza del ragionamento precedente. Per nulla.




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