Storia del profugo kamikaze di Ansbach: aiutato da Ong e politici

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Il 24 luglio, si è fatto esplodere, per errore, all’ingresso di un concerto all’aperto nella città bavarese di Ansbach. Lo ricorderete. Il suo nome è Mohamed Daleel (in arte Abou Youssef Daesh). Utilizzando una bomba nascosta nel suo zaino, ha fatto quindici feriti, lui è l’unico ad avere perso la vita.

Un’indagine del New York Times svela il suo tragitto da profugo fino alla città tedesca.

Dalla Bulgaria alla Germania attraverso l’Austria
– L’uomo è arrivato in Europa nel mese di aprile del 2013, in Bulgaria. Si presenta, alcuni mesi più tardi, a novembre, a Ilana Savova, che gestisce Sofia la solita organizzazione in difesa dei diritti dei migranti .

Quasi tre anni dopo, lei lo ricorda bene:

“Noi non vediamo le persone con schegge nella gamba ogni giorno!” – Ci disse di essere stato ferito da una granata che aveva colpito la sua casa uccidendo la moglie e i figli e lui è fuggito dalla Siria per farsi curare e sfuggire alla guerra”. Tipica bufala che i clandestini islamici raccontano ai creduloni dell’accoglienza. Tipiche scuse poi utilizzate dagli avvocati delle a$$ociazioni per fare domanda di asilo. E ricorso a spese nostre.

Tornando al terrorista-profugo, è poi passato in Austria, dove ha chiesto asilo nella primavera 2014. Negato, perché le autorità prendono atto del fatto che ha già lo status di rifugiato in Bulgaria. E’ a questo punto va nel sud della Germania, nella stato della Baviera. Una volta lì, racconta ad un terapista di un’altra associazione di assistenza ai migranti che è stato abusato da razzisti in Bulgaria.

Visto che Mohamed Daleel è minacciato di espulsione verso la Bulgaria, arriva il solito politico d’alto porto, tal Harald Weinberg, parlamentare tedesco eletto in Baviera, che prende a cuore il suo caso. Il 15 novembre alle autorità di Ansbach autorità chiede di farlo rimanere citando problemi psicologici e tendenza al suicidio del giovane siriano. Poi si farà esplodere.

In realtà, la ferita se l’era fatta ad Aleppo, combattendo con ISIS, nei cui ranghi è entrato in Iraq prima di combattere in Siria. In Europa era venuto in cerca di trattamento sanitario per poi tornare al fronte o, in caso di ordini da Raqqa, farsi esplodere. Si è fatto esplodere grazie alla Boldrini tedesca, solo per caso non è stata una strage.

E’ l’ennesimo profugo-terrorista che utilizza i centri gestiti da a$$ociazioni umanitarie per venire ad ucciderci.

I buonisti uccidono.




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