TOSCANA: SOLDI CONTRIBUENTI PER CHI ADOTTA UN PROFUGO, ATTENTI AL COLLO

Condividi!

Via libera al business in famiglia dei richiedenti asilo. Il protocollo d’intesa che disciplina l’ospitalità dei fancazzisti africani in fuga dalla guerra in Siria nelle abitazioni dei cittadini toscani è stato firmato ieri mattina a Palazzo Medici Riccardi dall’assessore regionale alla sostituzione etnica, il noto e non per meriti, Vittorio Bugli, e dall’agente viaggi e a tempo perso prefetto Alessio Giuffrida.

Da oggi, 28 luglio, sarà dunque riaperto il numero telefonico a cui privati e famiglie disponibili ad accogliere un potenziale terrorista in casa potranno rivolgersi. E’ la prima esperienza del genere in Italia estesa ad un intero territorio regionale.

“Si apre una nuova frontiera che rafforza il modello toscano di accoglienza diffusa – sottolinea Bugli, forse pensando a come sono riusciti bene a diffondere la Meningite -. Aiuterà l’integrazione e la reciproca conoscenza, il richiedente asilo diventerà un nome, un cognome e un volto: una persona conosciuta che vive nelle comunità, ancora più di oggi”.

Chi telefonerà dovrà specifificare dove si trova la casa, il numero di vani, la composizione del nucleo familiare, anche mononucleare, professione e eventuali lingue straniere conosciute.

Un business che il PD come al solito distribuirà ai propri referenti. Come accade da decenni. Fino a qualche anno fa distribuivano bambini al Forteto con i soldi dei contribuenti, e poi il Forteto finanziava il Partito. Oggi, invece, useranno per questo gioco di scambio i clandestini.




Lascia un commento