I matrimoni gay scoppiano: più divorzi che ‘matrimoni’

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Le cosiddette coppie omosessuali hanno un tasso di separazione due volte maggiore di quelle normali. Ad attestarlo, gli ultimi dati diffusi dall’Ufficio federale di statistica Svizzero (UFS), pubblicati dal quotidiano locale «Sonntagszeitung».

L’UFS “ha esaminato il tasso di separazione dal 2007 – la legge sull’unione domestica registrata risale al 2004, ma è entrata in vigore tre anni dopo – al 2015. Ebbene, se per le coppie eterosessuali il tasso di divorzio è del 5,8%, per quelle omosessuali è di quasi il doppio, il 9,8%. Negli anni presi in considerazione in effetti sono state registrate 8.008 unioni domestiche, di cui 784 si sono sciolte; i matrimoni sono stati invece 374.898, i divorzi 21.700”.

Tale dato svizzero non deve però sorprendere – precisa il quotidiano svizzero – “in quanto conferma quello di studi analoghi svolti a livello internazionale. Uno svedese ad esempio mostra che tra 1995 e 2002 il di lasciava il 13% delle coppie eterosessuali, quasi il doppio quelle omosessuali. Questo studio distingueva anche tra coppie di soli maschi e di sole donne: il tasso di separazione dei primi era del 20%, quello delle seconde di ben il 30%“.

I dati dell’Ufficio federale di statistica Svizzero dimostrano ancora una volta la “fragilità” intrinseca delle relazioni tra persone dello stesso sesso. Il “matrimonio” gay rappresenta infatti unicamente una bandiera ideologica volta a far progredire il processo di accettazione e normalizzazione dell’omosessualità.

Il suo vero obiettivo è la distruzione della famiglia e della sua principale istituzione, il matrimonio, cosi come espressamente dichiarato dall’attivista gay Michelangelo Signorile:

I dati statistici attestano la fragilità delle relazioni gay




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