FERMO, SPUNTA ALTRA TESTIMONE: “NIGERIANO COLPIVA MANCINI CON PALO”

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Sono due i supertestimoni che confermano la violenta aggressione nei confronti dell’ultrà della Fermana con un segnale stradale da parte di Namdi, il clandestino nigeriano beatificato ieri durante un funerale show.

Un’altra donna, ritenuta attendibile dal sostituto procuratore di Fermo, Francesca Perlini. La donna ha assistito all’aggressione. La sua testimonianza è nei verbali degli inquirenti, leggiamola:

«Dopo essere scesa dall’autobus la donna ha udito delle urla provenire dalla via sottostante dove notava parlare animatamente due persone di colore e Mancini. Riferiva che il ragazzo di colore iniziava a spintonare Mancini e, dopo aver preso un segnale stradale mobile, ivi presente, lo colpiva con il medesimo alle gambe, facendolo cadere a terra. Dopo ciò il ragazzo di colore si allontanava, ma veniva raggiunto da Amedeo Mancini e tra i due iniziava una scazzottata a seguito della quale l’uomo di colore rovinava a terra».

Un versione che conferma quella dell’altra testimone, anche questa presente nei verbali della Procura della Repubblica:

testimone

La testimone dichiare «di aver visto l’intera scena in cui vi erano tre soggetti, due di colore e uno di carnagione bianca, che litigavano animatamente e si scambiavano dei colpi. In particolare descriveva che l’uomo di colore sferrava dei colpi tipo mosse di karate verso l’uomo di carnagione chiara e la donna colpiva quest’ultimo con le proprie scarpe, urlando verso di lui: ‘chi scimmia, chi scimmia?’. Dopodiché notava l’uomo di colore prendere un segnale stradale munito di pedana e zavorra e, dopo averlo sollevato, spingerlo contro l’uomo di carnagione chiara, colpendolo e facendolo cadere a terra. Infine notava che l’uomo di carnagione bianca colpiva con un pugno quello di colore, facendolo rovinare a terra».

Le due testimonianze sono tenute nella massima considerazione dal sostituto procuratore Perlini che scrive nel provvedimento di fermo emesso: «Le dichiarazioni sono da ritenersi di sicura credibilità, poiché persone estranee ai fatti in quanto distanti in termini di parentela e conoscenza sia dalla persona offesa sia dall’indagato».

Ma nonostante questo, Mancini è ancora in carcere. Prigioniero politico.