AI CLANDESTINI TESSERA SANITARIA E VISITE SPECIALISTICHE GRATUITE

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Così, quando porterete vostro figlio dal dottore, non dovrete attendere la fila solo dietro i figli di immigrati ‘nullatenenti’, ma anche dietro a quelli di clandestini, che essendo tali non pagano le tasse. E’ come se pagaste due volte: per voi e per loro. Come attesa e come soldi.

Infatti, la Giunta regionale dell’Emilia Romagna ha approvato l’accordo siglato con i sindacati come ulteriore ampliamento della marchetta ai clandestini.

Fino al compimento del diciottesimo anno d’età, d’ora in poi in Emilia-Romagna ragazzi e ragazze, figli di clandestini avranno diritto al medico di famiglia. E lo pagherete voi. Italiani.

L’accordo firmato da Regione e organizzazioni sindacali dei medici di famiglia (Fimmg, Snami, Smi, Intesa sindacale) e approvato dalla Giunta regionale amplia quanto era stato introdotto due anni fa con il riconoscimento del diritto fino ai 14 anni anche per i migranti senza permesso di soggiorno.

Osceno: in pratica si autodenunciano e non vengono espulsi. Può accadere solo in uno Stato allo sfascio.

In base all’accordo, il medico potrà prescrivere visite specialistiche ed esami che verranno esguiti negli ospedali e ambulatori pubblici dell’Emilia-Romagna a spese dei cittadini. I farmaci che il medico prescriverà saranno forniti solo dalle farmacie dell’Emilia-Romagna, anche in questo caso a spese dei cittadini.

Avranno anche una tessera sanitaria valida solo in Emilia-Romagna, ha durata di un anno e si può rinnovare fino ai 18 anni. Scandaloso: una tessera che dichiara la clandestinità.

“E’ una questione di civiltà- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, tal Sergio Venturi (FOTO) – e di rispetto per quanto è sancito dalla nostra Costituzione: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

La Costituzione parla di ‘cittadini’. Concetto troppo complicato per gente come questo Venturi.




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