Emilia Romagna: 8 mila i finti profughi ospitati in hotel

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Sono più di 8 mila i finti profughi accolti quest’anno a spese dei cittadini in Emilia-Romagna, ovvero il 6,62% dei 122 mila ospitati in Italia. E 833 sono presunti minori (782 maschi e 51 femmine).

Tenete presente che mentre gli adulti costano (a noi) e rendono alle Coop del PD e del Vaticano 35 euro, i minorenni presunti possono arrivare a costare anche 100 euro al giorno.

E’ l’analisi resa nota oggi 20 giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato. L’attenzione, fa sapere la Regione, è concentrata anche sul tema della presenza di minori stranieri non accompagnati, per i quali sono necessarie misure di accoglienza più specializzate.

Per questo, nel sistema regionale di accoglienza dei minori saranno potenziati gli interventi mirati alla loro autonomia, anche attraverso la realizzazione di progetti educativi personalizzati: nuova ondata di soldi dei contribuenti sperperati e regalati ai soliti ‘amici’ delle a$$ociazioni.

Oltre all’accoglienza dei migranti nelle diverse strutture ad essa destinate, l’Emilia-Romagna, attraverso l’ Accordo sottoscritto nel giugno scorso con la Prefettura di Bologna e il Terzo settore, è impegnata a sostenere la realizzazione di attività per l’integrazione sociale dei migrati inseriti nelle strutture di accoglienza governative per richiedenti protezione internazionale: ovvero farli lavorare, a spese nostre, al posto dei giovani italiani.

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Ad oggi sono stati attivati 271 percorsi individuali di questo finto volontariato, ma ne sono previsti ulteriori entro settembre 2016, distribuiti in 21 dei 38 distretti del territorio. I settori maggiormente interessati sono la cura del verde pubblico, la manutenzione di spazi pubblici, la partecipazione ad eventi socio-culturali. A breve, saranno liquidati dalla Regione i primi contribuiti: pagati da voi.

Sul versante dell’accoglienza e del coinvolgimento dei cittadini, la Regione intende promuovere alcuni progetti che prevedono l’accoglienza in famiglia di richiedenti e/o titolari di protezione internazionale; queste attività, gestite dalle locali sezioni di Carita$ italiana o previste nell’ambito del Sistema nazionale di accoglienza Sprar, sono già attive nei territori di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Rimini, Cattolica.

MIGRANTI IN EMILIA-ROMAGNA. Dati al 16/6/2016 – Elaborazione RER su dati forniti da: Prefettura di Bologna, Servizio Centrale, ministero dell’Interno. i richiedenti o titolari di protezione internazionale o umanitaria accolti in EmiliaRomagna, dei quali 7.066 (pari al 6,62% di un totale di 122.000 presenti sul territorio nazionale) sono accolti nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), 1.019 nelle strutture che rientrano nel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar).

Sono 307 i migranti accolti nel Centro di primissima accoglienza (Hub regionale) di Bologna. Il maggior numero di richiedenti asilo è presente nel capoluogo regionale: 1.554, dei quali 1.285 accolti nei CAS e 269 nelle strutture Sprar.

Per numero di presenze, segue Parma con 1.049 presenze (864 Cas e 185 Sprar), Modena 995 (877 CAS e 118 Sprar), Reggio Emilia 902 (840 CAS e 62 Sprar), Ravenna 881 (788 CAS e 93 Sprar), Rimini 704 (617 CAS e 87 Sprar), Forlì-Cesena 691 (613 CAS e 78 Sprar). Piacenza è la provincia con meno migranti (609) suddivisi tra 588 persone ospitate nei Centri di Accoglienza
straordinaria e 21 nel sistema Sprar.

Minori stranieri non accompagnati. Al 31 marzo 20116, nella nostra regione sono presenti i 833 ragazzi (782 maschi e 51 femmine) su un totale 11.434, distribuiti su tutto il territorio nazionale. La fascia di età più rappresentata è quella dei diciassettenni (56,3% su scala nazionale, 59,5% su quella regionale). I numeri confermano la massiccia presenza in Emilia-Romagna di minori albanesi (448 minori), nettamente prevalente sulle altre cittadinanze: Marocco (46), Gambia e Pakistan (50), Kosovo (15), Libia e Siria (1). Il numero più alto di minori è presente a Bologna (315) pari al 37,8% del totale, 163 sono a Ravenna, 99 a Modena, 15 a Ferrara