STUDIO: I PROGRESSISTI HANNO TRATTI PSICOTICI, ODIANO IL PROSSIMO



STUDIO: I PROGRESSISTI HANNO TRATTI PSICOTICI, ODIANO IL PROSSIMO

In sintesi, i risultati reali dello studio indicano con elevatissima significatività statistica che gli individui aventi i più alti tratti di psicoticismo di Eysenck sono anche i più ‘liberal’: psicotici, appunto, ostili, molesti, sociopatici, manipolatori, spietati e imperturbabili, pochissimo empatici perfino rispetto alle persone più vicine, chiusi nella propria realtà stravolta e tetragoni a ogni confronto che possa minacciarne le convinzioni.

I progressisti? Psicotici e manipolatori. Lo dice la scienza

Un difetto genetico tuttora non solo incurabile ma intrattabile, che porta i soggetti che ne sono affetti ad odiare più che ad amare, a perseguire obiettivi distruttivi soprattutto rispetto ai propri simili più prossimi, a favorire il livellamento indistinto sul piano più basso possibile – valoriale, culturale, identitario, sociale ed economico.

Cogliendo ogni occasione in questo senso, dall’immigrazione all’odio di classe, alle confuse rivendicazioni delle minoranze trasversali di ogni tipo, all’anacronistico meme antifascista. Malati mentali, geneticamente deviati e patologicamente motivati: questi sono i progressisti, nemici delle sane istanze identitarie e sovraniste e, perché no, conservatrici.

A questo punto, però, è interessante andare a vedere che cosa comporti, negli individui, il tratto della personalità definito da Eysenck come ‘psicoticismo’.

Leggiamo dalla definizione:

Persone con alti valori di psicoticismo si preoccupano poco degli altri e risultano spietati e imperturbabili. Presentano normalmente un’elevata ostilità, persino nei confronti delle persone a loro vicine.

Sono persone con basso livello di empatia. Che magari si impegnano per ‘salvare il pianeta’, ma se ne fottono della vicina di casa malata.

Questo loro ostentato ‘amore’ verso l’esotico, nasconde, in realtà, una profonda indifferenza verso il prossimo: il loro ‘accogliere’, non deriva dal desiderio di fare del bene agli altri, ma dal profondo e dissimulato bisogno di fare del male ai propri connazionali.

Il fatto che il progressismo, e la sua deriva xenofila, siano una deviazione mentale è un nostro cavallo di battaglia. Se sommiamo questo tratto della personalità ad un altro tratto che affligge invece un’altra fetta della popolazione:

Una spiegazione biologica al buonismo: l’insula anteriore e l’antirazzismo patologico

Ecco che comprendiamo come l’invasione in atto sia frutto di due perversioni mentali.

La classe politica e mediatica italiana è  composta da progressisti e buonisti: i primi odiano il prossimo loro, gli altri non riconoscono i pericoli. Insieme sono un’arma di distruzione etnica di massa.



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