Epidemia di Morbillo in campi nomadi: contagiati anche operatori

Condividi!

“Focolai di morbillo a Milano e poi in Emilia”, con un totale di 67 casi, tutti collegati epidemiologicamente e/o virologicamente. Lo segnala l’Istituto Superiore della Sanità, specificando che i focolai riguardano tre campi rom di Milano e il personale sanitario a Parma e Piacenza.

43 i casi segnalati nei tre campi milanesi, 17 a Parma e 7 a Piacenza. A Milano, 40 casi sono soggetti di etnia rom/sinti, tre casi hanno riguardato migranti residenti nei campi coinvolti nel focolaio. Il “range” di età è dai 5 mesi ai 29 anni, ma con una età mediana di quattro anni. La mediana divide esattamente in due la popolazione descritta: questo significa che metà dei 43 casi ha riguardato persone con meno di quattro anni d’età.

Adulti invece i coinvolti nelle due città emiliane, dove il morbillo è arrivato in seguito al ricovero, a Parma, di un paziente impiegato nei pressi di uno dei campi rom del focolaio milanese. Dal paziente il morbillo è stato trasmesso ad alcuni visitatori e operatori sanitari parmigiani e piacentini.

L’epidemia è scattata a novembre 2015 nei campi rom, probabilmente da un soggetto arrivato dall’estero: la variante del genotipo B3 del virus è infatti stata riscontrata anche in Spagna, Germania, Regno Unito e Romania.

E’ la bellezza dell’Europa senza frontiere di Schengen. Gli zingari girovagano liberamente e portano malattie. Ma ditelo piano, o vi denunciano.




Lascia un commento