In Italia migliaia bambini in orfanotrofio: ma il governo li va a prendere in Congo

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Sembra che il governo italiano abbia l’ossessione di importare africani in Italia. Con ogni mezzo. Non bastano quelli sui barconi, vanno fino in Congo a ‘rapirli’ da piccoli, per soddisfare il capriccio di alcuni esaltati:

Quarantuno bambini del Congo con 14 accompagnatori sono arrivati all’alba all’aeroporto di Fiumicino. Lo fa sapere il Comitato genitori adottivi Repubblica democratica del Congo che nei giorni scorsi aveva protestato per i ritardi e i problemi burocratici che bloccavano i bimbi a Kinshasa. Sempre per motivi burocratici però, secondo quanto riferisce l’associazione, i bimbi giunti all’aeroporto alle 5.20 sarebbero stati trasportati con mezzi della polizia nella caserma ‘Petri’ della Polizia e non consegnati alle sette coppie di genitori che li attendevano in aeroporto. In caserma si dovrebbero svolgere le pratiche burocratiche e si sarebbe in attesa delle altre famiglie adottive in arrivo da tutta Italia.

Quanta ipocrisia. Con quale diritto, coppie di italiani strappano dei bambini dalla propria terra? Se costoro fossero animati da un vero senso di altruismo, avrebbero fatto il possibile per aiutare i bambini e le loro famiglie ad avere un futuro nella loro terra. Con adozioni a distanza, ad esempio.

La verità è che quelle coppie hanno solo esaudito un proprio capriccio terzomondista, fregandosene delle conseguenze sui bambini di un tale trasferimento. E anche sulla società ospitante, viste le statistiche dei crimini commessi dai bambini adottati da luoghi di provenienza così culturalmente distanti.

Le statistiche parlano chiaro: i bambini adottati provenienti da luoghi culturalmente ed etnicamente distanti, finiscono per essere dei disadattati.
Un pericolo per se stessi e per la società che li ospita. Non è colpa loro, è colpa di chi li strappa dal loro ambiente.

Per curiosità, ma in Italia non esistono bambini da adottare? Ci sono. Ci sono ad esempio 300 bambini disabili che nessuno vuole. E diverse migliaia non disabili che, per qualche motivo, non trovano famiglia.

Ma i piccoli congolesi fanno tanto radical-chic.




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