Devastante incendio in un’azienda chimica: ustionati sei soccorritori

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Cinque vigili del fuoco sono rimasti feriti, di cui due ustionati in modo grave, in un incendio accompagnato da un’esplosione in un’azienda chimica di Scarmagno, nel Canavese (Torino). I feriti più gravi sono stati portati al Cto di Torino, specializzato in grandi traumi e ustioni, gli altri all’ospedale di Ivrea, dove è stato medicato anche un carabiniere, che ha riportato una lussazione ad una spalla. Il tetto ed i muri della fabbrica sono stati sventrati dall’esplosione. Nella fabbrica non c’erano persone al lavoro al momento dell’incidente.

I capannoni dove è divampato l’incendio sono quelli della Darkem, la ex Interchimica finita al centro di polemiche dopo le accuse dei sindaci dei Comuni di Scarmagno, Strambino e Ivrea che tenevano pericoli per la popolazione.

Dal giornale locale di 2 anni fa:

I sindaci di Scarmagno, Strambino, Ivrea – i tre Comuni nei quali opera l’azienda chimica Interchimica, oggi Darkem – hanno deciso di chiamare in causa il prefetto di Torino per cercare di trovare una soluzione al problema della tutela di salute e ambiente posto dall’insediamento nell’area industriale scarmagnese in regione Beria, a poche centinaia di metri dalle abitazioni. A preoccupare gli scarmagnesi sono stati i movimenti registrati nei giorni scorsi da alcuni consiglieri comunali, all’esterno del capannone, occupato in passato dal corriere Tnt. È lì infatti che si starebbe trasferendo l’azienda chimica Darkem (amministratore unico e legale rappresentante Domenico Darco), dal capannone A dell’ex Olivetti di Scarmagno. Sindaco, amministratori locali e cittadini ricordano infatti bene l’incendio scoppiato nel pomeriggio del 31 luglio 2012 all’interno del magazzino dell’Interchimica appena insediato nel capannone A di Scarmagno. La nuvola di fumo prodotta dalla combustione dei prodotto chimici stoccati si era diffusa sopra il centro abitato e aveva imposto per alcuni giorni il blocco, per motivi precauzionali, della attività lavorativa di una cinquantina di lavoratori delle aziende confinanti con il magazzino dell’Interchimica. Soltanto dopo due giorni le aziende avevano ottenuto il nulla osta per la ripresa del lavoro all’interno del capannone A, a seguito di una serie di prescrizioni di sicurezza per l’ambiente e la salute dei lavoratori. Il sindaco Pier Luigi Bot Sartor, informato di questi movimenti, si è subito mosso. «Abbiamo visto che l’ex Interchimica – ha spiegato Pier Luigi Bot Sartor – si sta trasferendo nella nuova area industriale di Scarmagno, dal comprensorio ex Olivetti dove c’era stato lincendio. Questo ci preoccupa perché non siamo stati informati del trasferimento, e ho subito provveduto a chiedere alla polizia municipale di fare le opportune verifiche che hanno confermato l’arrivo di apparecchiature e cisterne all’esterno del capannone – ha aggiunto Pier Luigi Bot Sartor –. Quindi mi sono attivato per far rispettare le indicazioni del Piano regolatore a difesa della salute dei cittadini e dell’ambiente».
L’articolo 18 del Piano regolatore di Scarmagno prevede infatti che «nelle presenti aree, l’impianto di industrie, definite come insalubri ai sensi dell’articolo 216 del Testo unico delle leggi sanitarie, potrà essere ammesso solo per quelle che, con procedura preventiva al loro insediamento, siano ritenute ammissibili su parere dell’arpa e dell’Asl».
Il sindaco di Scarmagno,
mentre annuncia di muoversi in tutte le direzioni per impedire l’insediamento del magazzino della Darkem contesta all’azienda chimica di non aver prodotto i pareri richiesti e di non ha preventivamente informato il Comune, come previsto dal locale Piano Regolatore.




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