SCARCERATO TORNA IN HOTEL PER PROFUGHI: “HO PIANTO TANTO”

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La magistratura italiana è ufficialmente ‘chiusa per mancanza di neuroni’, dopo la liberazione del ‘povero migrante col mitra’.

Che ora fa anche la vittima: “Io non sono un terrorista. Sono venuto qui per fare cose buone. Le cose del terrorismo, che sono cattive, le ho lasciate nel mio paese”. Così Hakim Nasiri, il 23enne afghano fermato due giorni fa per terrorismo internazionale islamico dalla Dda di Bari e ieri scarcerato per ‘insussistenza’ di gravi indizi.

“In carcere ho cercato di spiegare che non sono un terrorista e ho pianto tanto”. Ha pianto tanto.
Oggi Hakim ha incontrato il suo difensore, l’avvocato Adriano Pallesca e tornerà al Cara (il centro di accoglienza per richiedenti asilo) dove è formalmente domiciliato. Roba da matti.

Il 5 maggio scorso, come emerge anche dagli atti giudiziari, la Commissione territoriale della Prefettura di Bari gli ha riconosciuto lo status di protezione sussidiaria ma la pratica per il permesso di soggiorno, alla luce del procedimento penale nei suoi confronti, è attualmente sospesa. Presto accadrà qualcosa di molto brutto.




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