Moncalieri: sale la ‘bolletta’ Rom, ora sono 46mila euro

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A Moncalieri scoppia la vicenda ‘zingari-bollette’. Due casi che vedono i ‘nomadi’ come protagonisti. Il primo, i 36mila euro che i cittadini hanno pagato per le bollette che gli zingari non pagano:

Iniziativa di protesta di alcuni cittadini contro il pagamento da parte del Comune della bolletta Smat, riferita ai consumi nel secondo semestre 2015 all’interno del campo nomadi abusivo di strada Carignano. Una fattura che ammonta a circa 36mila euro e che il Comune ha pagato in quanto comodatario del terreno dove erano sistemati i rom.

La proposta avanzata da alcuni moncalieresi, evidentemente poco contenti che i soldi pubblici vadano a finire a vantaggio dei nomadi, è di inoltrare al sindaco una e-mail con un testo in cui si specifica che non si vuole «partecipare al finanziamento pubblico dello spreco irresponsabile. Il sostegno pubblico al menefreghismo e allo spregio nei confronti di un bene prezioso qual è l’acqua vanifica la tanto decantata integrazione dei nomadi. L’inammissibile spreco risulta oltremodo offensivo nei confronti dei tanti che soffrono i morsi della povertà silenziosa. A maggior ragione se tale spreco è sostenuto con fondi pubblici ».

E poi una considerazione, «Il consumo di acqua si è verificato in un arco di tempo in cui i nomadi di strada Carignano avevano abbandonato l’area. Ma allora come si spiega tale eccessivo consumo? In ragione a quanto evidenziato, la invito a valutare forme alternative di reperimento dei fondi per il pagamento della bolletta Smat, che non chiamino in causa le casse comunali; non ultima il coinvolgimento dei nomadi stessi e dei responsabili politici di eventuali inadempienze». Sul consumo abnorme la spiegazione era già stata data, ossia che l’erogazione dell’acqua non era stata ridotta una volta che la maggioranza dei nomadi se ne era andata.

L’iniziativa di protesta ha preso piede anche su Facebook, dove già diverse persone hanno rivelato di aver aderito, spedendo in Comune la mail.

Ma non finisce qui. Perché c’è un secondo caso. Stavolta danneggiata è la squadra di rugby locale. Per ora si parla di 10mila euro, che finiranno per pagare i contribuenti:

I rom si allacciano alla rete idrica dell’associazione Carlo Alberto-Moncalieri Rugby, gestore dei campi sportivi comunali di borgata Santa Maria, che ora si trova a dover pagare circa 10mila euro di bollette. In attesa che arrivino quelle relative ai mesi invernali. Soldi che una piccola realtà non può tirare fuori dalla sera alla mattina, con il rischio di vedersi tagliata la fornitura d’acqua. Smat, tra l’altro, ha già mandato un sollecito e la situazione preoccupa.

Il fatto è successo qualche mese fa, ma ancora oggi il problema non è stato risolto, se è vero che i rappresentanti dell’associazione sono ancora andati in municipio due settimane fa per capire come fare. «Appena abbiamo visto cosa stava succedendo, abbiamo informato il Comune spiega Pier Bellagamba, vice presidente del Carlo Alberto – le bollette che devono arrivare presumiamo siano di importi leggermente inferiori ». Ma comunque altissimi rispetto a un uso normale. Cifre impazzite da quando un gruppo di rom si è installato abusivamente al fondo di strada Colombetto, accanto ai campi sportivi. Sono parte di quei nomadi fatti allontanare dall’ex sindaco Roberta Meo dalla proprietà privata di strada Carignano, che ha causato anche un contenzioso legale con palazzo civico.

Un nuovo campo irregolare che la borgata da tempo contesta: «I cittadini sono ormai esausti – spiegano dal comitato di borgata -, ogni giorno nell’area occupata si brucia ogni sorta di materiale. Guaine di gomma, rifiuti e residui plastici nella speranza di ricavare il rame, di cui sono famelici predatori. Ne deriva un odore pestilenziale che penetra nelle abitazioni, nel centro diurno Colombetto, che ospita ragazzi diversamente abili, arrivando fino alle vicine scuole e asilo. Inoltre, l’area viene utilizzata come discarica a cielo aperto. Uno scempio cui l’amministrazione non sembra voler mettere un freno». Sulla questione, il sindaco Paolo Montagna spiega: «Il problema delle maxi bollette lo stiamo risolvendo. Vogliamo trovare un punto d’incontro con Smat e ho fiducia che ciò avverrà. Sul discorso del campo nomadi il problema è strutturale. Spostarli solamente devia il problema e non lo risolve».




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