Tribunale sequestra Blog perché denuncia acquisto bambino da senatore gay

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Come sappiamo il tribunale di Bologna è molto sensibile alla censura, è per questo che tutti i fanatici si rivolgono lì, quando vogliono tappare la bocca a chi non la pensa come loro.

Il Giudice per le Indagini Preliminari, Domenico Panza, appunto del Tribunale di Bologna, ha posto sotto sequestro il blog di Pietro Melis, docente di Scienze della Formazione e scrittore, perché ha definito il senatore Lo Giudice e il marito/a Giarratano “criminali in base alla legge attuale” (la maternità surrogata non è prevista in Italia – ndr), rei “non solo di aver pagato una donna per affittarle l’utero” ma anche di aver “fatto nascere un disgraziato senza madre biologica, per la pretesa pazzesca di essere considerati normali. Siete solo due schifosi individui, di cui uno siede persino al Senato”.

Tre le querele sporte da Lo Giudice, a dicembre 2015 e a marzo 2016, e dal marito, a febbraio 2016: il GIP ha così osservato che il legittimo diritto di critica sarebbe sfociato in aggressione e umiliazione personale con “oggettiva connotazione diffamatoria”

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Secondo il GIP il sequestro delle pagine web si è reso necessario poichè “permanendo la libera disponibilità, si aggravino le conseguenze del reato, mediante l’ulteriore protrazione della pubblicazione del post”.

Quindi, non solo questi due sono andati a prendersi un bambino all’estero e nessuno li arresta, mentre in Italia è reato, ma trovano anche un magistrato che sequestra il blog di chi osa scriverlo.

E pensare che in Italia l’azione giudiziaria è obbligatoria. Lo stesso GIP che ha preso questa scellerata decisione tipica di uno Stato totalitario, avrebbe dovuto ordinare un’indagine per capire come i due amanti della querela hanno ottenuto il bambino.

Il blog del professore è online a singhiozzo.