Corea del Nord come il PD: niente elezioni

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Il congresso del Partito dei Lavoratori, il primo da 36 anni in Corea Nord, ha tra i 5 punti principali in agenda quelli sulla revisione delle attività svolte e l’elezione delle “cariche di vertice”. L’agenzia ufficiale Kcna ha scritto anche che Kim Jong-un ha iniziato a trattare il primo tema ieri pomeriggio in occasione del comitato centrale davanti a un ristretto numero di delegati. I delegati con diritto di voto al congresso sono in tutto 3.467, in rappresentanza di circa 3,4 milioni di iscritti al Partito dei Lavoratori, in base alle stime di Seul. I lavori dovrebbero proseguire per tre giorni e concludersi quindi domani. Le indicazioni attese, oltre al ricambio dei vertici con l’abbassamento dell’età media, sono quelle sulla visione della leadership sul futuro del Paese più in linea con la politica del “byeongjin” di Kim Jong-un, vale a dire il parallelo sviluppo di difesa ed economia, come evoluzione rispetto al “songun”, il dogma dei “militari prima di tutto” promosso dal padre Kim Jong-il.

Un po’ come il PD. Le cose le decidono durante la loro direzione, senza voto elettorale, poi fanno passare le leggi: senza avere la legittimità democratica.




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