Chi ha ucciso Luigi Guardiera?

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Non ci siamo ancora occupati dell’assassinio di Luigi Guardiera, il giovane italo-francese e militante del Front National ucciso il 24 aprile a Tarbes, perché non ci sono informazioni sull’identità degli assassini. Sì, alcuni blog francesi parlano apertamente di ‘arabi’, il che è probabile, ma non ci sono riscontri oggettivi. Non appena ci saranno, ne daremo notizia.

In Italia se ne è occupato con serietà il giornale PN:

È la notte del 24 aprile, quando un uomo viene ritrovato incosciente, in stato di arresto cardio-respiratorio, nel parcheggio di una discoteca di Tarbes, comune francese di 45mila abitanti, capoluogo del dipartimento degli Alti Pirenei, nella regione Linguadoca-Rossiglione-Midi-Pirenei. Trasportato d’urgenza all’ospedale, è rimasto in coma fino a ieri, quando è deceduto. Si chiamava Luigi Guardiera, era un cittadino francese di 23 anni, dall’evidente origine italiana, e abitava a Masseube, piccolo comune della zona.

Cosa era successo a Luigi, quella sera? Chi l’aveva aggredito in quel parcheggio? Presto è stato arrestato un sospettato, un uomo di 25 anni, anche lui della stessa zona, messo in carcere con l’accusa di aver aggredito Luigi. Nel frattempo emerge che le simpatie del giovane andavano al partito di Marine Le Pen. L’europarlamentare e segretario generale del Front natonal, Nicolas Bay, ha espresso la sua solidarietà in un comunicato: “Luigi Guardiera aveva 23 anni. Amante della vita, sportivo, intendeva arruolarsi nell’esercito per mettere la sua energia al servizio della Francia. Luigi aveva già dimostrato il suo patriottismo l’anno scorso, impegnandosi nel Front national come candidato supplente nelle elezioni dipartimentali”. Secondo Bay, il ragazzo “raggiunge la lista, già troppo lunga, dei giovani francesi vittime dell’imbarbarimento della nostra nazione”. Anche Marine Le Pen ha espresso la sua solidarietà: “Le mie condoglianze alla famiglia e ai cari di Luigi, giovane militante patriota, cittima della feccia. Che giustizia sia fatta”.

Sull’identità dell’arrestato non ci sono altre informazioni, anche se l’uso del termine “feccia” (racaille, dispregiativo spesso usato per i giovani delinquenti magrebini delle periferie transalpine) da parte degli esponenti frontisti lascerebbe pensare che si tratti di un “nuovo francese” di origine extra-europea, informazione che è comunque impossibile avere dato che i media francesi applicano per legge una forte censura in merito all’origine etnica degli arrestati. Mancano conferme anche per la presunta pista di un omicidio politico, anche se è ancora presto per ipotizzare moventi e contesto dell’aggressione. Strazianti le dichiarazioni della madre di Luigi: “Smettetela di portarci via i nostri ragazzi! Basta con questa violenza gratuita! Questo fatto mi fa pensare a Jérémy, che si è fatto uccidere per una sigaretta. È un accanimento. Non è possibile colpire qualcuno in questo modo e lasciarlo a terra”. Il riferimento della signora Guardiera è a Jérémy Roze, uno studente di 27 anni ucciso nel febbraio 2011 a Tolosa da Hicham Ouakki e Driss Arab, 22 e 24 anni all’epoca, per essersi ribellato al tentativo di furto commesso dai due con la scusa di farsi dare una sigaretta.




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