Lega come il PD: candida Marocchino e Tunisina a Savona

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Vox non ha padroni. Tranne gli ideali:

I leghisti non sono razzisti, né xenofobi. Il segretario federale Matteo Salvini e quello del Carroccio ligure Edoardo Rixi, per le prossime elezioni amministrative di Savona, hanno scelto di inserire in lista candidati di origini straniere e due italiani meridionali.

Si tratta di Majdoub Najoua (detta Silvia) 54enne tunisina, Ouardaou Ahmed, 51enne marocchino, Spivak Yulija Rettura, 27enne ucraina, Allegra Giovanni (detto Gianni) 50enne siciliano, Todaro Carmelo, 55enne calabrese.

A parte l’offensivo e demenziale accostamento tra ‘meridionali’ e immigrati, pensare di difendere l’identità candidando chi la nega con la propria presenza – addirittura due islamici nordafricani – è oltre il limite dell’umana comprensione.

Ma del resto, chi ha nominato un nigeriano ‘integrato’ responsabile immigrazione per il proprio movimento, non ha ben chiaro cosa sia l’identità e come la si difende. Per quanto la persona in sé possa essere rispettabile: è come candidare un cacciatore nel partito dei vegani.

In questo la Lega mostra una subalternità culturale pericolosa alla sostituzione etnica voluta dal PD. L’immigrazione non è una minaccia solo sul piano ‘securitario’, lo è, prima di tutto, su quello demografico.