Tribunale Roma consegna 3 bimbi a 2 lesbiche

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Una nuova oscena sentenza dall’ormai famigerato Tribunale per i minorenni di Roma – ricordiamo cosa fece quello di Firenze con il Forteto – ha riconosciuto l’adozione ‘incrociata’ di tre figli a due lesbiche. La pseudofamiglia coinvolta è quella della presidente/a dell’associazione ‘Famiglie’ Arcobaleno, tal Marilena Grassadonia.

Uno dei tre bambini è nato da una delle due donne e gli altri due dalla sua cosiddetta compagna. Non essendo stata appellata dalla Procura nei termini prescritti per legge, la sentenza è oggi definitiva.

Figuratevi se la procura di Roma si sarebbe impegnata a fare rispettare la legge, troppo impegnati nel leggere cosa scrivono gli italiani su internet per occuparsi di chi nega un padre a tre bambini.

Insomma, la legge sulla stepchild adoption (adozione gay) non c’è, ma i magistrati se ne fregano e applicano leggi inesistenti.

A Roma non c’è un tribunale, ma un covo di attivisti politici gay. Ringrazino Alfano e i ‘cattolici’ del PD, che hanno approvato la legge al Senato senza vietare le adozioni gay, aprendo così la strada a questi scempi.

Figuriamoci cosa farebbero, i magistrati progressisti, se ci fosse la legge. Porterebbero via i figli ai normali per darli a Prato e Foffo.




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