Grosseto: petrolio in mare? No ma non è un bel vedere

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Immagini che hanno scatenato il panico a Marina di Grosseto. Ma non è petrolio, sarebbe stato un ‘tantino’ eccessivo, né liquami di scarichi, ma del ‘normale’ ripascimento annuale della spiaggia fatto con l’idrovora che ‘succhia’ la sabbia che si accumula sul lato sud del canale per riversarla sul lato nord.

Ma chissà cosa ‘pesca’ l’idrovora per poi gettare in mare.

Amarezza e rabbia le esprime Luciano Serra, presidente della Marina di San Rocco, la società proprietaria dell’approdo grossetano. “Siamo obbligati a fare questi lavori da un accordo di programma – spiega -. Se non li facessimo, la sabbia si accumulerebbe sugli scogli e finirebbe per ostruire il canale. Sicuramente agiremo giudizialmente contro queste persone”.

Ma perché, se tutto è posto, c’è un odore acre? Sia Arpat che la Guardia costiera spiegano che, essendo la sabbia prelevata sott’acqua, non è da escludere che, insieme ai granelli, venga prelevato anche materiale vegetale in putrefazione. La pressione a cui è sottoposta la sabbia può poi amplificare l’odore.
Ad ogni modo un primo risultato le “iene maremmane” lo hanno ottenuto. Nel pomeriggio di oggi, sabato 23 aprile, Arpat, carabinieri e guardia costiera saranno sul posto per prelevare alcuni campioni del materiale che esce dall’idrovora e analizzarlo.

Forse, potevano farlo prima.




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