Ventimiglia: incendio causato da sigarette finti profughi

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Le indagini svolte dai Vigili del Fuoco, come anticipato ieri dal nostro giornale, hanno totalmente smentito una delle ipotesi sull’incendio che l’altra notte ha colpito il centro di prima accoglienza dei migranti a Ventimiglia, ovvero il corto circuito causato dai troppi smartphone dei finti profughi. Non c’è stato nessun innesco di questo genere e, almeno per il momento, l’unica possibilità è quella di un mozzicone di sigaretta lasciato acceso, oppure qualche fornello o altro che i migranti avevano nella loro disponibilità.

Nelle ultime ore, nella città di confine sono anche serpeggiate voci contrastanti, sul possibile intervento di qualche cittadino stanco (giustamente) dell’invasione di fancazzisti africani.

Nella cittadinanza c’è la paura di trascorrere un’altra estate come quella dello scorso anno, tra clandestini e le proteste di chi sostiene i loro privilegi (i famigerati ‘No Borders’ ad esempio) ed un turismo che, oltre alla crisi, deve pensare proprio alla situazione che si potrebbe creare con l’arrivo di nuovi profughi. Una situazione che potrebbe diventare esplosiva e che, fino ad oggi è stata curata con estrema attenzione dall’Amministrazione Ioculano e dalle forze dell’ordine, affinchè non ci siano tensioni tra residenti e migranti.