Ricordate le lettere razziste alla senegalese di Pisa? Inventate

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Dai giornali locali:

“Caro direttore, Sono la ragazza di Pisa che ha ricevuto le lettere razziste. Oggi sono tornata a scuola dopo aver saltato un giorno perché sono convinta che bisogna andare avanti. Se rimanevo a casa avrei dato una soddisfazione a queste persone che mi hanno preso di mira e non voglio farlo. Così sono andata in classe normalmente e i miei compagni sono stati molto gentili.Però mi sento molto offesa per quello che è successo. Quando tutto questo sarà finito e i responsabili individuati, li voglio guardare negli occhi per dirgli quanto mi dispiace che sia stato un mio compagno di classe a fare tutto questo”. Aveva scritto così la ragazza senegalese di 14 anni, in una lettera a Repubblica il 20 maggio scorso. Si era imputato a pulsioni razziste il calvario della ragazza. I carabinieri avevano effettuato anche un blitz nella scuola della ragazza per scoprire i responsabili di quegli epiteti razzisti. Erano state anche approntate misure per smascherare qualcuno dei compagni che, si riteneva, potesse essere stato l’autore delle offese contro la ragazza che voleva diventare avvocato. Ma niente. L’inchiesta si è chiusa senza nessuno sotto accusa. Perchè ciò che è emerso è molto triste: sarebbe stata infatti la ragazza ad orchestrare tutto, solo per attirare l’attenzione su di sé. Tutto frutto di disagi di relazioni, probabilmente anche in famiglia, che sono non certo rari nel pianeta dell’adolescenza. Per questo la ragazzina, da alcuni mesi è assistita dai servizi sociali in una comunità, per superare quanto accaduto

Avevamo parlato della vicenda:  PRESUNTE LETTERE ‘RASSISTE’: CARABINIERI ‘ASSALTANO’ SCUOLA E PERQUISISCONO ALUNNI

E il nostro articolo si concludeva con la profetica previsione:

Per alcune presunte lettere. Ci sarà da ridere, quando si scoprirà la verità sulla vicenda.

Ecco, ora ridiamo. Ma qualcuno, i magistrati che si sono permessi di perquisire gli alunni per le ridicole denunce di una squilibrata, dovrebbero pagare.

Come dovrebbe pagare la famiglia e dovrebbe pagare la squilibrata, tornando da dove è venuta. Invece no, è assistita a spese nostre dai ‘servizietti sociali’.

Quando la studentessa ‘modello’ si inventò la notizia, ci furono coorti di politici dal cervello in poltiglia a spiegarci i ‘mali del razzismo’. Ora ci spieghino quelli della ‘creduloneria’.

 




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