Merkel assume 100.000 ‘profughi’ a 2 euro l’ora

Condividi!

Mentre i tedeschi del sud si blindano, quelli del nord (parliamo dei milionari) si fanno gli schiavi, a scapito dei lavoratori tedeschi. In un vertice prolungatosi fino a tarda notte, la coalizione di Angela Merkel approvato un pacchetto di misure che facilitano l’ingresso del lavoro ai cosiddetti profughi. Fra queste, secondo la Dpa, anche l’offerta di 100 mila cosiddetti “ein-euro-Jobs”, e cioè l’accesso al lavoro promosso con fondi pubblici, a tariffe di uno due euro l’ora, per riassorbire nel mercato del lavoro chi percepisce il sussidio di disoccupazione.

Marx lo avrebbe chiamato ‘esercito di riserva’, i sindacalisti odierni preferiscono definirli ‘profughi’. I lavoratori tedeschi ringraziano di questa nuova ondata di manodopera a basso costo con la quale competere. E con la quale dovranno competere anche i lavoratori italiani, compresi gli iscritti alla Cgil.

Cosa altro deve accadere, perché si comprenda che questa è una sostituzione etnica, e che Merkel ha sfruttato una emergenza in Siria per far entrare, su invito dei suoi padroni e finanziatori, 1 milione di lavoratori low-cost? Perché la guerra in Siria c’è da anni, e i siriani vivevano da anni in Turchia, non si sarebbero mossi – loro e il seguito di altre etnica che si spacciano per siriani e sono la maggioranza – senza un invito chiaro della Merkel. Ottenuti quelli che voleva, ha chiuso le valvole.

Renzi in questo senso è più tardo. Lui li va a prendere in Africa, perché a lui non servono lavoratori low-cost, a chi lo finanzia servono ometti da mettere in hotel. Chi lo finanzia si chiama(va) Buzzi.




Lascia un commento