I gay dell’omicidio Rosboch si accusano a vicenda: “Stupravi i ragazzini in Thailandia”

Condividi!

Si sono insultati e accusati a vicenda i due gay, Gabriele Defilippi e l’ amante Roberto Obert. Davanti agli occhi dei carabinieri e del procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando. Snocciolando, però, oltre agli insulti, anche circostanze, nomi e cognomi che avrebbero in qualche modo fatto da corollario all’omicidio della povera professoressa Gloria Rosboch.

Gabriele e Roberto, pur accusandosi a vicenda, hanno entrambi aperto uno squarcio nel degrado dell’ambiente gay che frequentavano entrambi, raccontando – scrive un giornale locale – di un “giro di droga e usura da far impallidire. Ecco dove sono finiti i soldi di Gloria: affidati, probabilmente, a un terzo uomo che doveva in qualche modo farli fruttare. 187 mila euro che Gabriele aveva portato via alla professoressa nel novembre del 2014, promettendole una vita insieme ad Antibes. E poi la droga: gli accusati avrebbero ammesso che la sera dell’11 gennaio, quando effettuarono un sopralluogo alla discarica di Rivara (dova avrebbero poi abbandonato il corpo della Rosboch), erano «strafatti». E alle precise domande dei carabinieri hanno risposto con nomi e cognomi di fornitori e spacciatori di droga che, a quanto pare, fornirebbero stupefacente a mezzo Canavese.

E poi c’è la pedofilia: Gabriele ha accusato (ancora una volta) Obert di averlo violentato quando aveva solo 15 anni ed era minorenne. «Mi chiamavi Gabriella – ha detto Defilippi – perchè adesso non lo vuoi ammettere?». Defilippi ha anche raccontato dei viaggi dell’ex amico e compagno in Thailandia e del suo rapporto con un altro ragazzino minorenne, sempre residente in Canavese. Nomi e circostanze al vaglio della procura di Ivrea. Compresi i nomi dei tour-operator che, negli anni scorsi, avevano organizzato i viaggi di Obert in Thailandia. L’ex impiegato di Forno Canavese, a breve, potrebbe finire nel registro degli indagati anche per pedofilia.

Se sulle responsabilità dell’omicidio, nonostante i due si rimpallino ancora le accuse, ormai ci sono pochissimi dubbi (entrambi vanno incontro a una condanna pesantissima), le nuove dichiarazioni videoregistrate aprono nuovi scenari sull’inchiesta che, a quanto pare, è destinata a durare ancora diversi mesi.

Come nel caso dell’omicidio Varani, anche qui spunta la droga. E la pedofilia. Strano, negli ambienti gay. Tutti noi sappiamo che sono due cose separate: non è così?




Lascia un commento