“Se Italiani sapessero dove ospitiamo profughi, si infurierebbero”

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E’ stato dato poco spazio alla gravissima intervista concessa ad un giornale locale, dal presidente della Cooperativa che sollazza i finti profughi ospiti della tenuta presidenziale San Rossore, quelli che si sono lamentati del ‘riso troppo acquoso’:

PISA – «Un’altra lamentela pretestuosa come quella dell’altro giorno e la Paim farà un passo indietro nell’accoglienza». Giancarlo Freggia è il presidente della cooperativa sociale che gestisce, tra le altre, le strutture alla Piaggerta nella tenuta presidenziale di San Rossore che da sabato  9 aprile ospita 26 profughi. La protesta in prefettura di una delegazione di migranti che lamentava riso acquoso, l’eccessiva distanza da Pisa e la presenza di animali selvatici, lo ha fatto infuriare. È un’amarezza che diventa rabbia quando il presidente mette in fila tutte le iniziative di cui la coop si fa carico nell’ospitalità dei migranti in fuga dall’Africa.

Presidente, cosa non funziona alla Piaggerta?

«Ora basta. Non diciamo sciocchezze. Abbiamo superato ogni limite della decenza, stiamo mancando di rispetto ai concittadini pisani. Vogliamo parlare del riso acquoso? Era minestrone. Per forza c’era l’acqua. Ricordo anche che quando andiamo a fare la spesa è sempre presente uno degli ospiti che sceglie cosa acquistare. Forniamo alimenti di prima qualità e le residenze finora erano meta di un turismo internazionale. E mai un cervo o un cinghiale ha disturbato un turista».

L’assessore al Sociale, nonché presidente della Società della salute, Sandra Capuzzi sostiene che queste proteste siano orchestrate ad arte dall’esterno.

Chi sono? «Non lo so. Può essere che queste uscite siano ispirate da personaggi ambigui che dietro le quinte li guidano, non si sa bene con quale fine, in questo loro farneticare».

Sabato c’è stato chi se ne è andato, salvo poi tornare, dopo l’arrivo dal centro di Arena Metato.

«Appunto. Non avevano ancora messo piede a San Rossore che erano già in prefettura a lagnarsi. Dopo questa ennesima quanto assurda lamentela che offende istituzioni e cittadini sto seriamente pensando di revocare la mia disponibilità all’accoglienza. Assecondare tutto questo vuole dire mancare di rispetto agli italiani e a tutti quei cittadini che in questo momento stanno attraversando un momento difficile della propria vita».

Ma qualcuno degli ospiti ha segnalato ai vostri operatori i disagi poi manifestati in prefettura?

«Guardi, se li prendiamo singolarmente nessuno si lamenta in modo plateale. Sabato sera ci siamo mossi velocemente facendo preparare i pasti all’esterno proprio per non farli restare senza cena. E poi ci ritroviamo sul giornale con la storia del riso. Mi dispiace per quei pochi profughi che hanno sempre dimostrato la loro riconoscenza, alla città che li ospita, mettendosi magari disposizione per qualsiasi bisogno».

Il problema è rientrato?

«Vediamo. Sul cibo più di così non saprei proprio cosa fare. Gli animali selvatici? C’erano prima di noi nel parco. Quindi sono loro a essere disturbati non certo gli ospiti delle residenze turistiche. Proprio per far capire che la nostra disponibilità è massima oggi (martedì 12, ndr) i nostri operatori stanno cercando una ventina di bici. Dicono che San Rossore è lontano dalla città? Bene, avranno le biciclette per spostarsi. Finora abbiamo tenuto i toni bassi perché se avessimo fatto sapere all’opinione pubblica quanto facciamo per i migranti, gli italiani si infurierebbero. A Fauglia, ad esempio, ospitiamo un nucleo di profughi in una villa con piscina e campo da tennis con cinque ettari di terreno».

Presidente Freggia, davvero vuole lasciare?

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«Abbiamo toccato il fondo. O si torna velocemente su oppure, nel rispetto di sé stessa, delle istituzioni e dei pisani, la Paim fa un passo indietro e cessa il servizio dell’accoglienza».


 

Avete letto? Villa con piscina e campo da tennis di cinque ettari.




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