Profughi irrompono in prefettura: “Riso è troppo acquoso”

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Nella struttura dell’ex Cottolengo ad Arena Metato il riso viene scodellato secco. Sulle tavole della Piaggerta, nel parco di San Rossore, arriva nel piatto con troppa acqua. E i profughi protestano. Si sa, sono clienti esigenti in fuga da ‘guerre e persecuzioni’ che non esistono.

Così, la mattina dell’11 aprile, i profughi si sono fiondati in prefettura per lamentarsi dei piatti che vengono loro serviti dalla Paim nella residenza turistica di lusso. Sono una dozzina dei 26 finti profughi trasferiti per motivi di spazi – anche allora si lamentarono perché non avevano singole – da Arena Metato alla Piaggerta.

Una rivendicazione singolare che non è isolata nella lista delle lagnanze squadernata sul tavolo del vice prefetto vicario, Valerio Massimo Romeo. Che ha ricevuto, ascoltandoli, due profughi nel ruolo di rappresentanti delle lamentele del gruppo. Poi ha concluso l’incontro con fermezza istituzionale. «Un’altra contestazione pretestuosa come questa e firmo la revoca dell’accoglienza» ha scandito il dirigente alla presenza del responsabile immigrazione della prefettura, Edoardo Lombardi e dell’assessore al Sociale, nonché presidente della Società della salute, Sandra Capuzzi. L’amministratrice si è fatta un’idea sulle periodiche rivendicazioni degli ospiti in fuga dall’Africa: «Non vorrei fossero istruiti da qualche associazione». Dalle associazioni a voi vicine.

Arrivato a una novantina di ospiti, l’ex Cottolengo di Arena Metato aveva la necessità di alleggerire le proprie presenze. Ospiti corretti e volenterosi di integrarsi evitando l’ozio spesso radicato in chi si ritrova in ambienti inclini al bivacco. E così 26 profughi sono stati trasferiti alla Piaggerta, gestione Paim, a San Rossore. Oltre dieci sono scappati subito per poi fare ritorno, con un repentino cambio di marcia, nei fabbricati pensati per un’ospitalità turistica.

Ma da dove arrivano i finti profughi? Da Gambia, Senegal, Pakistan, Togo e Costa d’Avorio, e vivono in una residenza di lusso nel parco, dove però, il riso viene servito con troppa acqua. Si lamentano, poi, della distanza per raggiungere Pisa (devono spacciare o fare i parcheggiatori abusivi) e della presenza di cervi e cinghiali li ha impauriti di notte. Giovani dai venti anni in su, provenienti dall’Africa in ‘guerra’, che hanno paura dei cervi.

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Ancora più deliranti di quelle dei finti profughi, sono le dichiarazioni del ricco vice prefetto Capuzzi: «Serve responsabilità per raccontare certe situazioni. Non c’è solo la questione del cibo o degli animali. Nei sei mesi in cui sono stati a San Giuliano Terme tanti avevano avviato delle relazioni personali che, ora, il trasferimento ha interrotto. Si devono riadattare ai luoghi. Per l’alimentazione è stato ribadito, e non ci è stato detto il contrario, che i precetti religiosi musulmani vengono rispettati». Per le distanze da coprire tra Piaggerta e Pisa, il vice prefetto vicario ha garantito che la Paim metterà a disposizione delle bici. «Questo gestore, come gli altri in provincia, lavora bene – sottolinea il dottor Romeo –. Se il problema è il riso acquoso gli diremo di farlo più asciutto».




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