Rom distruggono negozio, poi festeggiano in Commissariato – FOTO

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Nei giorni scorsi tra Schio e Santorso il comitato PrimaNoi ha denunciato alcuni bivacchi di zingari con relativa sporcizia e rifiuti abbandonati per terra. Una situazione di degrado che non rappresenta certamente una novità come non è una novità quanto riportato dal Giornale di Vicenza relativamente alla gruppetto di minorenni di origine “nomade” arrestati per furto in centro a Vicenza, poi fotografati in atteggiamento irriverente e spaccone prima di essere rilasciati.

zingari

 

Alex Cioni, portavoce del comitato di cittadini PrimaNoi impegnato sul fronte dei profughi e sulle tematiche connesse alla criminalità del territorio, sostiene che le Amministrazioni comunali potrebbero fare di più per arginare “la piaga degli zingari”.

“Solitamente i servizi sociali sono molto attenti quando si tratta di bambini appartenenti a coppie nostrane – spiega Cioni -, il che è giusto ma non si capisce il motivo per cui lo stesso lavoro e la stessa attenzione non sia rivolta agli zingari, tra l’altro noti per sfornare bimbi come conigli”.

Secondo PrimaNoi, è naturale che un bambino cresciuto in un contesto come quello zingaresco non sia il massimo dell’educazione, perciò sarebbe opportuno agire d’autorità sui più piccoli visto che nella gran parte dei casi i genitori li crescono in condizioni igienico-sanitarie precarie e in uno stato di degrado morale tale da plasmare negativamente il percorso educativo dei bambini.

PrimaNoi ritiene che debbano essere i Comuni ad intervenire attraverso gli assistenti sociali, psicologi e psichiatri creando “un cordone sanitario di sicurezza sui figli degli zingari”. Una soluzione definita radicale ma che “potrebbe risultare efficace”, del resto -conclude il portavoce di PrimaNoi-, “coloro che parlano di integrazione omettono che i primi a non volerla sono gli zingari stessi”.

“Bisogna lavorare sui più piccoli -insiste Alex Cioni- togliendoli dalle famiglie d’origine per instillare in questi soggetti ancora in età di apprendimento un’educazione culturale adeguata per aiutarli a comprendere le regole basilari della civile convivenza, altrimenti saranno destinati ad un’eterna emarginazione sociale mentre noi rimarremo costretti a subire i loro comportamenti delinquenziali “.




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