Profugo fa ricorso contro multa: “Chiedere elemosina è un diritto”

Condividi!

Impedire alle persone di chiedere l’elemosina con un’ordinanza sindacale, e di conseguenza multarle se la trasgrediscono, è un atto «discriminatorio e illegittimo». È il bizzarro – ma non dubitiamo che troverà terreno fertile nelle testoline dei magistrati – al quale si ispira il ricorso al Tar contro il Comune di Imperia presentato da un giovane fancazzista senegalese, fermato da una pattuglia della polizia municipale, durante le festività natalizie, mentre stava molestando i passanti.

Il 18 dicembre, il sindaco Carlo Capacci aveva firmato un’ordinanza per vietare «l’attività di accattonaggio e questua sino al 10 gennaio 2016», e per lo straniero era scattata una sanzione di 500 euro.

Il giovane, il solito finto profugo che arrotonda lo stipendio molestando i cittadini o spacciando (a proposito, come può un senegalese chiedere Asilo?), multa alla mano si è subito rivolto, a spese nostre, alla solita a$$ociazione di Genova che si occupa dei privilegi dei rifugiati e in generale delle pratiche burocratiche per gli stranieri- la stessa che lo aveva aiutato a compilare la fasulla richiesta di asilo – raccontando l’accaduto. Ed è scattata l’impugnazione dell’ordinanza davanti alla giustizia amministrativa, con richiesta di annullamento della stessa, previa sospensione «per vizio di legittimità». A firmarla è stato il legale dell’associazione, che l’ha poi notificata al Comune.

«Ritengo non solo di avere avuto titolo a emetterla, confortato in questo aspetto anche dall’ufficio legale – spiega Capacci – ma che fosse necessaria per arginare un fenomeno, quello dell’accattonaggio, molto sentito in negativo dai cittadini. Oltretutto non va dimenticato che si trattava di un’ordinanza temporanea, con durata di una ventina di giorni». Il sindaco di Imperia non critica la decisione dell’associazione di impugnare la sua ordinanza – «ci mancherebbe…» – ma fa intuire che dietro l’elevato numero di persone che chiedono l’elemosina a Imperia (e non solo) ci potrebbe essere una vera e propria organizzazione.

«Il mio pensiero è che questa gente venga sfruttata, e soprattutto venga “guidata” su come comportarsi, dove andare, e così via, e infine su come rispondere in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine». La data dell’udienza davanti al Tar non è stata ancora fissata. Intanto, però, l’ordinanza un obiettivo l’ha raggiunto: il senegalese, dal giorno della multa, non ha più messo piede a Imperia.




Lascia un commento