Sindaco Bologna non sgombera abusivi gay, assolto

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La Procura di Bologna, con il Pm Antonella Scandellari, ha chiesto l’archiviazione dell’indagine per omissione di atti d’ufficio che coinvolgeva il sindaco Virginio Merola, per il mancato sgombero del Cassero di Porta Santo Stefano. L’edificio, abusivamente occupato dal collettivo Lgbt ‘Atlantide’ fino al 9 ottobre 2015, fu liberato con ritardo su disposizione del primo cittadino.

Le polemiche sul caso avevano tra le altre cose anche portato alla revoca delle deleghe all’assessore alla Cultura, Alberto Ronchi, che aveva curato le trattative sugli spazi con gli occupanti. L’inchiesta nasceva da un esposto di residenti che accusavano il sindaco di non aver agito tempestivamente, nonostante un’ordinanza di sgombero del giugno 2014.
Merola, difeso dall’avv. Vittorio Manes, fu sentito in Procura il 23 novembre 2015. A questo punto, dopo la richiesta d’archiviazione per l’acqua agli occupanti, rimane pendente l’indagine, anche questa da un esposto, sul mancato sgombero di via Mura di Porta Galliera.

Cane non morde cane. Figuriamoci se la procura di Bologna procede contro un sindaco del PD in un caso che vede coinvolto il Cassero, circolino gay che ha nell’acquirente di bambini, il senatore Lo Giudice, il suo rappresentante in Parlamento.




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