Napolitano contro barriera al Brennero, nel ’56 gioiva per le stragi sovietiche a Budapest

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BOLZANO. Non si torni «indietro», il Brennero deve unire. È questo il senso di una lettera scritta dal presidente emerito Giorgio Napolitano e pubblicata oggi in prima pagina dal quotidiano La Repubblica.
«Ho visto con sgomento le preoccupanti immagini degli avvenimenti di domenica alla frontiera con l’Austria», scrive Napolitano. «A tale riguardo, a fine febbraio avevo letto e apprezzato la dichiarazione del Presidente austriaco Heinz Fischer in materia di pressione migratoria anche verso il suo Paese. Conosco per antica amicizia il suo forte convincimento europeistico e la sua amicizia per l’Italia. Avevo anche perciò considerato coerente quel che egli aveva detto allora sulla necessità di salvaguardare la libera circolazione delle persone e delle merci attraverso il Brennero».
Ma «quel che è accaduto domenica, e la tendenza ormai emergente a ripristinare controlli alla frontiera, appare purtroppo una smentita alle precedenti rassicurazioni». Napolitano ricorda la sua visita al Brennero nel 1998 da ministro dell’Interno, con il suo omologo austriaco, «per rimuovere insieme la barriera al confine tra i nostri due Paesi». «E a rafforzare il valore della libera circolazione tra Italia e Austria giunse la decisione della costruzione del traforo del Brennero». «Non è immaginabile che si torni indietro da q

Forse è confuso, del resto lo è da quando è nato. Da quando si è schierato con i carri armati russi a Budapest e, anche lì, disse “non si torna indietro”. Domenica, caro mantenuto a vita dai contribuenti, la vergogna sono stati i suoi ‘nipotini’ da centro sociale che hanno assalito gli agenti austriaci.

La barriera al Brennero non è un’offesa agli italiani, è un monito: cacciate Renzi.

Napolitano ha sempre servito il potere. E il potere che lui serviva, alla fine ha sempre perso.




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